Ogni settembre, le famiglie si trovano a dover affrontare bollette per i libri scolastici che, pur non superando l'inflazione, pesano su bilanci già stretti da stipendi fermi.
Un'indagine dell'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, riportata da Skuola.net, ha identificato dieci cause strutturali alla base del caro testi: dalla scarsa concorrenza tra gli editori alla difficoltà di sfruttare il mercato dell'usato, passando per le nuove edizioni che non sempre comportano aggiornamenti sostanziali.
Il rapporto osserva come il mercato sia dominato da pochi grandi gruppi editoriali, mentre le scelte dei docenti - libere e non accompagnate da conseguenze economiche - tendono a far aumentare la spesa anno dopo anno.
Altri punti critici includono l'assenza di incentivi all'adozione di versioni più leggere, la scarsa trasparenza sulle motivazioni delle nuove pubblicazioni e l'uso limitato delle licenze digitali, che frenano il riciclo dei testi.
L'Autorità ha già inviato una segnalazione formale al Ministero dell'Istruzione, chiedendo interventi per rendere più trasparenti le scelte editoriali e più accessibili sistemi di noleggio o prestito.