Marco Tardelli, ex centrocampista della Nazionale italiana, ha espresso forte disappunto nei confronti di diversi ex giocatori che hanno sostenuto la ricandidatura di Gianni Infantino alla presidenza della FIFA. L’intervento in diretta su Rai 2 a "Il sabato al 90°" ha visto Tardelli definire la cosa "una brutta cosa" e ha invitato i diretti interessati a ripensarci. La sua critica si concentra soprattutto su Fabio Cannavaro, capitano della Nazionale campione del mondo nel 2006, il quale ha condiviso un comunicato stampa predisposto dall’organizzazione guidata da Infantino sui social.
La polemica nasce in un periodo di forte tensione attorno alla governance della FIFA. Infantino, al timone dell’organismo da oltre un decennio, si ripresenterà alle elezioni di marzo 2027 come unico candidato. Negli ultimi mesi, diverse leggende del calcio, tra cui Francesco Totti, Christian Vieri, Javier Zanetti e Roberto Carlos, hanno pubblicato messaggi di sostegno a Infantino, sottolineando i risultati ottenuti negli ultimi dieci anni, come l’espansione del Mondiale e l’incremento degli investimenti.
Per Tardelli, però, questo atteggiamento è inaccettabile. Ha ricordato come, in passato, figure mitiche come Diego Maradona avrebbero reagito con fermezza a simili iniziative, che per lui rappresentano una sorta di tradimento del calcio. "Se ci fosse stato ancora Maradona sarebbe successa la fine del mondo", ha detto durante la trasmissione, precisando di non comprendere il coinvolgimento di chi ha vissuto epoche calcistiche diverse. La sua posizione si inquadra in un dibattito più ampio sulla trasparenza e sulla legittimità delle candidature, soprattutto in un contesto segnato da accuse di scarsa democrazia interna alla FIFA.
Al centro della discussione c’è anche la questione delle attività legate al progetto FIFA Legends, che riunisce oltre settemila ex calciatori e tecnici in eventi promozionali e tornei di beneficenza. Mentre alcuni sostengono che queste iniziative rafforzino il legame tra passato e presente del calcio, altri, come Tardelli, vedono in esse una strumentalizzazione a favore di un candidato che, a loro avviso, non merita un sostegno così visibile.