Il Tribunale di Roma ha disposto un risarcimento complessivo di oltre 410mila euro in favore di Benedetta Ricci, figlia del sergente Luigi Ricci, morto di mesotelioma nel dicembre 2021. La sentenza n. 1202/2026 ha riconosciuto il nesso causale tra l’esposizione all’amianto durante il servizio nella Marina Militare e la patologia che ha portato alla morte del militare, avvenuta a 78 anni dopo oltre due anni di malattia.
Luigi Ricci aveva prestato servizio dal settembre 1960 al dicembre 1966, prima a terra presso La Maddalena e poi a bordo delle navi San Marco, Artigliere, Intrepido e Montecuccoli, svolgendo mansioni di meccanico elettricista. Durante tali attività, secondo quanto ricostruito nel processo, entrò in contatto con polveri e fibre di amianto, sostanza allora ampiamente utilizzata negli impianti navali senza adeguate misure di protezione.
Il mesotelioma maligno epitelioide gli fu diagnosticato nell’agosto 2019. La malattia, caratterizzata da un lungo periodo di latenza, si manifestò decenni dopo l’esposizione, come spesso avviene per questo tipo di patologie correlate all’amianto. Il collegamento tra servizio e infermità era già stato riconosciuto dall’Amministrazione: nel maggio 2022 il Comitato di verifica per le cause di servizio aveva attribuito la dipendenza da causa di servizio, seguito dal formale riconoscimento del Ministero della Difesa nel giugno successivo.
Nella sentenza, il Tribunale ha distinto due voci di danno: circa 280mila euro sono stati attribuiti al danno biologico subito dal padre durante la malattia e trasmesso alla figlia in qualità di erede. Per il danno da perdita parentale, inizialmente quantificato in 259.857 euro, il giudice aveva poi disposto un dimezzamento a 129.928 euro, ritenendo non provata la convivenza tra padre e figlia.
Questa riduzione ha spinto Benedetta Ricci a impugnare la decisione, sottolineando come il valore del rapporto affettivo non possa essere ridotto a una questione di prova documentale. Ha spiegato di aver accompagnato il padre nella malattia dalla diagnosi alla fine, vivendo un percorso di assistenza e consapevolezza condivisa che ha definito devastante. L’appello del Ministero della Difesa sulla parte risarcitoria ha ulteriormente motivato la sua richiesta di pieno riconoscimento del danno subito.
L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia, ha commentato che sebbene il risarcimento rappresenti un importante riconoscimento di responsabilità, nessuna somma può restituire un padre a una figlia. Ha confermato l’impegno a proseguire la tutela di Benedetta anche nel grado di appello.