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Georgia, il software di sorveglianza russo spegne le proteste: multe e riconoscimento facciale contro i manifestanti

Il sistema Polyface, fornito da Papillon AO, identifica i manifestanti georgiani permettendo multe salate e procedimenti penali. La partecipazione crolla per

Telecamere di sorveglianza su viale Rustaveli a Tbilisi durante una manifestazione

Negli ultimi due anni, il governo georgiano ha messo in piedi un sistema capillare di riconoscimento facciale per identificare e sanzionare i manifestanti, affidandosi a tecnologia acquistata da una società di Mosca con legami con i servizi di sicurezza russi. L'impatto sulle proteste contro l'esecutivo di Georgian Dream è stato profondo: migliaia di cittadini hanno smesso di scendere in piazza per timore di multe insostenibili e procedimenti penali.

Il caso di Nino, una donna sulla quarantina, è emblematico. A metà marzo 2025 ha ricevuto una convocazione dal tribunale di Tbilisi per un blocco stradale avvenuto due mesi e mezzo prima durante una manifestazione contro la presunta manipolazione delle elezioni e la sospensione del percorso di adesione all'Ue. Il software l'aveva ripresa e riconosciuta: una multa di 5.000 lari (circa 1.620 euro). Cinque mesi dopo i suoi conti bancari sono stati congelati e ha dovuto ricorrere a una raccolta fondi per pagare. Come molti altri, ha smesso di protestare.

L'infrastruttura, denominata Polyface, è fornita da Papillon AO, azienda moscovita sanzionata a livello internazionale e fornitrice storica delle forze dell'ordine russe e di regimi alleati come Bielorussia, Kazakhstan, Tagikistan e Turkmenistan. Secondo i documenti d'appalto, il ministero dell'Interno georgiano ha richiesto licenze illimitate per gli operatori e la possibilità di incrociare i volti con immagini prelevate dai social network, configurando una sorveglianza trasversale. L'ultimo aggiornamento, la versione 3.7.0 consegnata a giugno 2025, si basa su algoritmi di deep learning della russa 3DiVi e promette l'identificazione anche con volti parzialmente coperti o in condizioni di scarsa illuminazione.

L'inasprimento normativo ha accompagnato l'evoluzione tecnologica. Nel 2023 le manifestazioni non richiedevano autorizzazione; nel 2024 coprirsi il viso è diventato illecito amministrativo e la multa per blocco stradale è decuplicata; nel 2025 entrambe le condotte sono state penalizzate e persino la partecipazione a raduni richiede registrazione statale. Entro il 2026 criticare il governo online con termini ritenuti offensivi è reato. Secondo Transparency International, le modifiche legislative hanno di fatto abolito la libertà di riunione garantita dalla Costituzione.

Le sanzioni hanno cominciato ad arrivare in massa dopo che il sistema ha permesso l'identificazione precisa. Entro marzo 2025 erano stati comminati almeno 2 milioni di lari di multe (circa 640.000 euro). I dimostranti descrivono un "effetto ghiaccio" progressivo: si è smesso di cantare, fischiare, esporre cartelli, indossare abiti distintivi. La studentessa Tamuna, 22 anni, racconta di aver iniziato a coprirsi il viso appena uscita di casa e vestirsi in modo anonimo, senza però sentirsi al sicuro. Quando anche le mascherine sono state vietate, la paura ha prevalso sulla partecipazione.

Il ricercatore Eto Buziashvili dell'Atlantic Council avverte che integrare tecnologia biometrica russa nell'infrastruttura nazionale espone la Georgia a rischi di sicurezza: il software potrebbe essere programmato per ignorare determinati individui o mappare la struttura di potere del paese. Cita il precedente afghano, dove i talebani hanno usato sistemi biometrici statunitensi per identificare collaboratori. Oggi stare su un marciapiede senza registrazione è reato penale punibile con il carcere. Il costo della protesta è diventato la libertà personale, mentre centinaia di persone continuano a ritrovarsi ogni sera su viale Rustaveli sotto l'occhio delle telecamere.

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