L'aeroporto Marco Polo di Venezia è tra i primi in Italia ad aver adottato il modello del 'silent airport', una tendenza già diffusa negli scali del Nord Europa. Da circa dieci anni, la società di gestione Save ha fortemente limitato l'utilizzo degli altoparlanti all'interno del terminal, eliminando le chiamate nominali dei passeggeri e gli annunci generici su partenze, ritardi e cambi di gate.
L'obiettivo dichiarato è duplice: ridurre l'inquinamento acustico e diminuire lo stress dei viaggiatori. Le informazioni sui voli sono ora affidate prevalentemente ai tabelloni digitali, alle applicazioni delle compagnie aeree e agli strumenti messi a disposizione dallo scalo. Il passeggero è così chiamato a verificare direttamente i dati del proprio volo, senza essere continuamente interrotto da messaggi vocali diffusi nelle aree comuni.
La regola non è assoluta. Gli impianti audio restano attivi per esigenze strettamente operative, ad esempio quando mancano passeggeri all'imbarco di un volo specifico o in prossimità del gate. Come precisato da Save, gli annunci possono essere utilizzati quando necessari per l'operatività dello scalo, nell'ambito di una policy interna consolidata da oltre un decennio.
Particolare attenzione viene riservata all'accessibilità. Una volta all'anno Save incontra le associazioni che rappresentano non vedenti e ipovedenti: finora non sono state registrate lamentele da parte di queste categorie, e resta comunque garantita la presenza di personale dedicato all'assistenza. Inoltre, la digitalizzazione dello scalo permette di consultare le mappe dell'aeroporto direttamente dal proprio dispositivo. Il modello si applica a un hub che gestisce circa 80mila movimenti annui e 12 milioni di passeggeri, in questi giorni al centro dell'attenzione mondiale per la Mostra del Cinema di Venezia.