Nelle prime ore di sabato 30 agosto 2026, la capitale del Niger, Niamey, è stata teatro di un tentativo di colpo di insurrezione. Alcuni reparti militari hanno sferrato un attacco coordinato contro il palazzo presidenziale e la base aerea 101, struttura dove sono attualmente dislocati anche contingenti italiani e russi.
La reazione della guardia presidenziale è stata immediata: nel giro di poche ore, le autorità hanno dichiarato il fallimento dell'operazione. Le immagini trasmesse dalla televisione di Stato hanno mostrato diversi insorti presi in custodia dalle forze fedeli al governo, confermando la ripresa del controllo sugli obiettivi strategici presi di mira.
L'episodio riaccende i riflettori sulla stabilità del Paese e sul ruolo delle potenze straniere nell'area del Sahel. La presenza di assetti russi in una base coinvolta negli scontri evidenzia la crescente influenza di Mosca, che da tempo affianca alla fornitura di armamenti e addestratori un ruolo di garante per la sicurezza dei leader locali contro le minacce interne.