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Scoperta la più grande truffa d'arte nella storia: migliaia di falsi Morrisseau smascherati da scienziati canadesi

Analisi forensi rivelano come una rete abbia prodotto migliaia di falsi Norval Morrisseau usando tecniche simili al 'paint by numbers', smascherata da un

Analisi al microscopio di un falso dipinto attribuito a Norval Morrisseau che mostra pigmenti sintetici moderni

Scienziati di un'agenzia federale poco conosciuta di Ottawa hanno rivelato i metodi forensi che hanno permesso di individuare la più grande frode artistica mai registrata: una rete che produceva migliaia di falsi attribuiti al celebre artista Anishinaabe Norval Morrisseau.

Per decenni, questa organizzazione ha operato nell'ombra, creando opere che imitavano lo stile distintivo di Morrisseau — caratterizzato da linee nette, colori vivaci e simboli spirituali derivati dalla tradizione Ojibwe — ma realizzate con tecniche meccaniche e ripetitive, simili a quelle dei kit 'paint by numbers'.

Gli esperti hanno analizzato campioni di pittura, tele e strati di preparazione usando spettroscopia, microscopia elettronica e datazione al radiocarbonio, scoprendo incongruenze nei materiali: pigmenti sintetici non disponibili durante la vita dell'artista, leganti moderni e supporti non coevi all'epoca presunta delle opere.

Le analisi hanno mostrato che molte delle tele erano state preparate con gessi e colle industriali del XX secolo tardi, mentre Morrisseau aveva usato preparazioni tradizionali a base di colla di coniglio e gesso naturale. Inoltre, la disposizione del colore rivelava un percorso logico e meccanico, tipico di chi segue un modello prestabilito, non di un artista che lavora per intuizione e spontaneità.

Il caso, considerato dagli investigatori la più grande truffa d'arte della storia per numero di pezzi falsi prodotti e distribuiti, ha coinvolto gallerie, case d'asta e collezionisti privati in Nord America e Europa, che per anni hanno acquistato e rivenduto queste opere credendole autentiche.

Le autorità canadesi hanno ora avviato un'indagine penale contro i presunti membri della rete, mentre musei e istituzioni culturali stanno rivedendo le loro collezioni per escludere i falsi. L'operazione ha anche sollevato interrogativi sulla necessità di standard più rigorosi nell'autenticazione dell'arte indigena, spesso vulnerabile a sfruttamento commerciale e culturale.

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