Un vaccino contro tetano e difteria sviluppato senza bisogno di catena del freddo ha appena superato i primi test sull'uomo. Il risultato apre la strada a una possibile svolta nella distribuzione dei vaccini nelle zone più remote del pianeta, dove mantenere temperature basse è spesso impossibile.
La tecnologia si basa sul trealosio, uno zucchero naturale prodotto da alcune piante capaci di sopravvivere a lunghi periodi di siccità. Tra queste, la più nota è la rosa di Gerico, chiamata anche pianta della resurrezione per la sua capacità di rinverdire in poche ore dopo mesi di apparenza morta. Questo zucchero protegge le cellule vegetali dalla disidratazione e, secondo i ricercatori, può fare lo stesso con i vaccini.
L'idea viene dal ricercatore britannico Bruce Roser, che ha chiesto se lo stesso meccanismo potesse proteggere i vaccini dal caldo. Da questa intuizione è nato StablevaX, un vaccino termostabile contro tetano e difteria chiamato SPVX02. Il trial iniziale è stato svolto presso il Clinical Research Facility del Southampton University Hospital nel Regno Unito, con 60 adulti sani.
I risultati, pubblicati ad agosto sulla rivista eClinicalMedicine, parte del gruppo The Lancet, mostrano che il vaccino ha un profilo di sicurezza positivo e genera una risposta immunitaria paragonabile a quella dei vaccini già approvati. Secondo il ricercatore principale Saul Faust, si tratta di una prova di concetto negli esseri umani, sebbene serva uno studio più ampio per confermare i dati.
Özgür Tuncer, amministratore delegato di Stablepharma, l'azienda britannica dietro il progetto, spiega che il vaccino può rimanere efficace anche dopo un anno a temperatura ambiente e resiste fino a 40 gradi per sei mesi. Lo paragona a un farmaco qualsiasi che richiede solo di essere tenuto al riparo dal sole e sotto i 30 gradi.
L'Organizzazione mondiale della sanità si mostra più cauta, affermando che è ancora troppo presto per dire che la catena del freddo possa essere eliminata del tutto. Serviranno ulteriori dati sulla stabilità a lungo termine, revisioni regolatorie e trial più ampi prima di conoscere le vere condizioni di conservazione e il valore per i programmi di immunizzazione pubblica.
Tuttavia, un vaccino che non richiede refrigerazione potrebbe alleggerire la pressione sui sistemi sanitari dei paesi a basso e medio reddito, dove frigoriferi mancanti o guasti fanno perdere ogni anno milioni di dosi. Secondo l'OMS, fino alla metà dei vaccini potrebbe essere sprecata a causa di interruzioni nella catena del freddo.
Stablepharma ha già avviato una fase IIb del trial con 160 partecipanti per verificare l'efficacia rispetto al vaccino tradizionale. L'azienda, che ha un centro di ricerca a Tres Cantos, in Spagna, ha ricevuto 2,5 milioni di euro dal Consiglio europeo dell'innovazione. Ma per passare alla produzione su larga scala serviranno investimenti e partnership con organizzazioni come OMS, UNICEF e Gavi.
Se tutto procederà secondo i piani, il vaccino dovrà ancora ottenere le autorizzazioni regolatorie, superare la scala della produzione e dimostrare di poter viaggiare per migliaia di chilometri nei luoghi più isolati del mondo, mantenendo intatta la sua efficacia.