Nella notte tra domenica e lunedì, al termine di un festival techno nel canton Giura, in Svizzera, un uomo ha aperto il fuoco con un fucile d’assalto AK-74 e due pistole contro un gruppo di circa cento giovani presenti al rave. L’attacco ha provocato la morte di Maria Spinelli, colpita quasi sul colpo da uno dei proiettili.
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine elvetiche durante una conferenza stampa tenuta lunedì, l’autore del gesto è un cittadino svizzero di 43 anni, residente a Delémont. L’uomo si è costituito spontaneamente meno di 24 ore dopo l’attacco, presentandosi alle autorità senza opporre resistenza.
La polizia ha riferito che sono stati esplosi oltre quaranta colpi in sequenza rapida, probabilmente con il kalashnikov, mentre le due pistole sarebbero state utilizzate in fase di avvicinamento o fuga. Al momento non ci sono indicazioni che l’uomo avesse complice o che l’azione facesse parte di un piano più ampio.
Gli inquirenti hanno sottolineato che, sebbene si ipotizzi che l’uomo possa soffrire di problemi mentali, non vi sono prove concrete che fosse in cura psichiatrica o sotto trattamento medico al momento dei fatti. L’ipotesi rimane al vaglio delle perizie psicologiche disposte dall’autorità giudiziaria.
Il luogo dell’accaduto, una zona rurale vicino a Delémont, era stato scelto per il rave per il suo isolamento, caratteristica che ha però complicato i soccorsi immediati. I primi sanitari sono arrivati sul posto oltre mezz’ora dopo l’inizio della sparatoria, ritardando i tentativi di soccorso.
Maria Spinelli, la vittima, era una giovane donna che stava partecipando all’evento con amici. Non risultano legami tra lei e l’attentatore. La sua morte ha suscitato profonda commozione nel canton Giura e oltre, con numerose testimonianze di cordoglio raccolte dalle autorità locali.
L’arma impiegata, un AK-74, è un fucile d’assalto di origine sovietica, diffusamente utilizzato in conflitti armati ma raro nel contesto civile svizzero. Il possesso di tali armi è altamente regolamentato in Svizzera, e le indagini stanno verificando come l’uomo sia entrato in possesso del kalashnikov e delle due pistole.
L’uomo rimane in stato di fermo presso un centro di detenzione cantonale, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. Il pubblico ministero ha aperto un’inchiesta per omicidio intenzionale e tentativo di omicidio plurimo, con l’aggravante dell’uso di armi da guerra.