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Malagò avverte: andare contro l'Uefa sarebbe da incoscienti

Il presidente della Figc avverte: opporsi alle indicazioni dell'Uefa sarebbe autolesionismo. L'Italia ospiterà gli Europei 2032 e fa parte del sistema

Giovanni Malagò parla durante il Gran Galà del Calcio Aic

Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha dichiarato che andare contro le indicazioni dell'Uefa sarebbe un atto di incoscienza. Le sue parole sono arrivate a margine del Gran Galà del Calcio Aic, dove ha commentato il ritiro del sostegno italiano alla candidatura di Gianni Infantino per la presidenza della Fifa, le cui elezioni sono previste per marzo.

Malagò ha precisato che la questione non riguarda la persona di Infantino, bensì la posizione dell'Italia all'interno del sistema europeo del calcio. Ha ricordato che il nostro paese è parte integrante della Uefa e che ospiterà gli Europei nel 2032, un impegno che richiede coerenza e rispetto degli accordi presi.

Secondo il presidente federale, qualsiasi decisione che vada contro le richieste dell'Uefa sarebbe non solo dannosa, ma autolesionista per il movimento calcistico italiano. Ha usato un linguaggio diretto per sottolineare il rischio di isolamento e di perdita di credibilità internazionale se l'Italia dovesse agire in maniera unilaterale.

Malagò ha quindi invitato a ragionare in termini di appartenenza a un sistema strutturato, dove le scelte nazionali devono tenere conto degli equilibri continentali. Ha ribadito che la fedeltà agli impegni presi con la Uefa non è una questione di opportunità, ma di responsabilità istituzionale.

Le sue parole arrivano in un momento di tensione tra alcune federazioni nazionali e gli organi di governo del calcio mondiale, con il ruolo della Fifa al centro di dibattiti su governance e rappresentanza. La posizione della Figc, espressa dal suo presidente, punta a mantenere l'Italia allineata con il quadro europeo.

Nonostante il ritiro del sostegno a Infantino, Malagò ha evitato di entrare nel merito delle qualità personali del candidato, focalizzandosi invece sulle conseguenze sistemiche di una scelta contraria agli indirizzi Uefa. Ha definito tale atteggiamento come incompatibile con gli interessi a lungo termine del calcio italiano.

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