Betelgeuse, tra le stelle più iconiche e brillanti del firmamento, ha finalmente rivelato il suo segreto: non è un astro solitario. Dopo un secolo di ricerche e ipotesi mai confermate, il Very Large Telescope (Vlt) dell'Osservatorio Europeo Australe, in Cile, ha catturato la prima immagine diretta di Betelgeuse B, una compagna stellare con una massa stimata tra le due e le tre volte quella del Sole.
Lo studio, guidato da Miguel Montargès dell'Osservatorio di Parigi e pubblicato su Astronomy & Astrophysics, chiude un capitolo aperto da tempo. Sebbene già nel 2025 il telescopio Gemini North alle Hawaii avesse raccolto indizi promettenti, solo la nitidezza delle nuove rilevazioni del Vlt ha permesso di superare ogni incertezza. Lo stesso Montargès ha ammesso lo stupore del team di fronte a scatti che, inizialmente, si temeva fossero fuori dalla portata tecnica degli strumenti a disposizione.
La scoperta è fondamentale per decifrare il comportamento di Betelgeuse, una supergigante rossa con una massa venti volte superiore a quella solare. La stella è nota per le sue variazioni periodiche di luminosità, causate da un continuo processo di espansione e contrazione. La presenza di un compagno orbitante offre ora nuove chiavi di lettura per comprendere l'evoluzione di questo sistema.
Gli astronomi concordano sul fatto che Betelgeuse si trovi ormai nelle battute finali del suo ciclo vitale. L'esito atteso è una violenta esplosione in supernova, un evento che porterà alla dispersione degli strati esterni della stella. Sebbene tale fenomeno possa generare getti di particelle con ripercussioni anche per il nostro pianeta, gli esperti chiariscono che si tratterebbe di effetti comunque limitati.