Alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il secondo red carpet ha visto trionfare Vittoria Ceretti, la modella italiana scelta come madrina della cerimonia di apertura. Il suo look, firmato Armani Privé, ha conquistato la critica di moda con un voto di 8 su 10, superando quello attribuito a Orlando Bloom e posizionandosi davanti a Kendall Jenner, valutata con 7.
L'abito scelto da Ceretti era una lunga veste in tulle effetto nude, caratterizzata da una scollatura audace e interamente ricamata con microcristalli che catturavano la luce sotto i riflettori del Lido. La trasparenza studiata e il gioco di veli hanno creato un effetto etereo, definito dalla stampa specializzata come un equilibrio tra audacia e eleganza senza eccessi.
Orlando Bloom, presente in qualità di ospite d'onore, ha ricevuto un voto di 8 per il suo completo scuro classico, ritenuto impeccabile ma meno originale rispetto alla proposta della Ceretti. Kendall Jenner, invece, è stata descritta come misteriosa nel suo total black, guadagnando un 7 per la coerenza stilistica ma mancando di quel guizzo innovativo che ha distinto il look italiano.
Tra gli altri nomi menzionati nelle pagelle dei look, Parker Posey ha ottenuto un 5 per un abito ispirato al fantasma dell'Opera, giudicato eccessivamente teatrale e poco aderente al contesto del red carpet veneziano. Le sorelle Rooney e Kate Mara, accompagnate da Malkovich, sono state invece lodate per la presenza scenica, sebbene i loro outfit non siano entrati nella top three delle valutazioni.
La cerimonia di apertura, avvenuta nelle serate iniziali del festival, ha visto Vittoria Ceretti non solo sfilare sul red carpet ma anche introdurre ufficialmente le proiezioni, ruolo che le ha permesso di essere al centro dell'attenzione sia per il suo ruolo istituzionale che per la scelta stilistica. L'abito Armani è stato successivamente riportato da diverse testate di moda come uno dei momenti più memorabili della serata.
La critica ha unanimemente sottolineato come la vittoria di Ceretti non sia stata soltanto estetica, ma anche simbolica: rappresentare il cinema italiano con un look che unisce tradizione sartoriale e avanguardia ha trovato ampio consenso tra gli osservatori presenti al Lido. Nessun dettaglio è stato fornito riguardo a polemiche o dissentimenti nella votazione, che è apparsa condivisa tra le fonti consultate.