La maratona di Edmonton dello scorso 16 agosto ha avuto un esito amaro per tredici atleti, che hanno visto sfumare la possibilità di partecipare alla prestigiosa Boston Marathon a causa di un errore nel tracciato di gara. Gli organizzatori hanno riconosciuto che il percorso è risultato più lungo del previsto, precisamente 674,7 metri oltre i 42,195 chilometri richiesti per una maratona ufficiale.
Inizialmente, il comitato organizzatore aveva confermato la correttezza della distanza misurata, sostenendo i calcoli effettuati. Tuttavia, una successiva revisione interna ha portato all'ammissione di un errore: un desviato non correttamente considerato nella mappatura ha portato a un allungamento involontario del percorso.
L'associazione che organizza il Boston Marathon aveva inizialmente dichiarato che, nonostante la distanza aggiuntiva, i tempi dei corridori avrebbero potuto essere validi se rispettavano comunque i tempi di qualificazione richiesti. Tuttavia, ha poi chiarito che non avrebbe accettato tempi risultanti da aggiustamenti fatti per compensare l'eccesso di distanza, portando al rifiuto delle iscrizioni per tredici atleti.
Gli organizzatori di Edmonton hanno presentato le proprie scuse agli atleti coinvolti e hanno affermato di stare lavorando con Athletics Canada per rivedere i processi di certificazione del tracciato, al fine di evitare che simili errori si ripetano in futuro. Hanno anche sottolineato la resilienza e la passione della comunità dei corridori, impegnandosi a garantire standard più elevati nelle prossime edizioni.
Nonostante l'inconveniente, la gara ha fatto registrare due nuovi record del percorso, sia nella categoria maschile che in quella femminile. Alcuni corridori avevano già segnalato, durante l'evento, discrepanze tra la distanza percepita e quella ufficiale, utilizzando i propri dispositivi di misurazione.