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Giuli: riforma del cinema possibile senza conflitti

Il Ministro della Cultura annuncia l'unanimità in Commissione Cultura sulla riforma del cinema e cita il riconoscimento di Scorsese come segno di salute del

Alessandro Giuli parla durante l'inaugurazione dell'Italian Pavilion alla Mostra del Cinema di Venezia 2026

Al Lido di Venezia, durante l'inaugurazione dello spazio Italian Pavilion organizzato da Cinecittà per la direzione generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, Alessandro Giuli ha sottolineato che il paese sta attraversando una fase decisiva di trasformazione dell'intero ecosistema audiovisivo.

In questo contesto, ha spiegato, le istituzioni hanno il dovere di creare le condizioni affinché il cinema possa continuare a innovare, svilupparsi e affermarsi come multiverso di arti, catena del valore industriale e presidio di libertà espressiva, culturale, sociale ed economica.

Il Ministro ha poi indicato due segnali concreti di vitalità del settore: la designazione di Martin Scorsese alla presidenza onoraria dell'Accademia del Cinema Italiano, premio David Donatello, definita una proposta avanzata personalmente insieme alla Presidente Calandrelli e ai soci fondatori della fondazione, e l'approvazione all'unanimità da parte della Commissione Cultura della Camera di un testo di riforma della disciplina del cinema e dell'audiovisivo, ora in esame in Aula.

"In Italia si lavora per semplificare, si lavora per riformare il sistema e siamo in grado di farlo senza litigare", ha dichiarato Giuli, evidenziando che questa unità rappresenta una notizia significativa e ringraziando il Parlamento per il suo ruolo centrale nel processo.

Tra le istanze sollevate negli ultimi giorni dal mondo cinematografico — maestranze, attori, autori e produttori — Giuli ha citato il riordino del tax credit, l'introduzione di due finestre temporali per l'accesso alle misure di sostegno e l'istituzione di un'agenzia per il cinema e l'audiovisivo, tutte già presenti nel testo che il Ministero dovrà ora definire nei dettagli operativi.

Sul fronte dei risultati, ha ricordato il recupero di 200 milioni di euro per il fondo cinema nell'ultimo anno, un traguardo significativo e non scontato. Infine, riferendosi alla Mostra di Venezia, ha auspicato che l'appuntamento Biennale avvenga con uno "stil novo", cioè con la capacità di far prevalere il dialogo sullo spirito di parte, ricordando che solo nel mondo libero è possibile il confronto, anche aspro, tra visioni diverse, e che difendere la libertà culturale è essenziale per la sopravvivenza stessa della civiltà.

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