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Juventus-Milan, il derby tra progetti in ricostruzione: Spalletti frena, Amorim esalta il mercato

Alla vigilia del match, gli allenatori valutano il lavoro svolto: Amorim dà un 10 al mercato rossonero, Spalletti ammette i limiti juventini nonostante…

Allenatori di Juventus e Milan in panchina durante una partita di calcio

Alla vigilia della sfida tra Juventus e Milan, gli allenatori delle due squadre hanno offerto una lettura diversa del lavoro svolto sul mercato e dello stato di avanzamento dei rispettivi progetti tecnici. Il confronto, sebbene non diretto, ha messo in luce due approcci differenti alla ricostruzione.

Amorim, tecnico del Milan, ha espresso pieno soddisfacimento per le operazioni estive, affermando che, se dovesse dare un voto al mercato rossonero, sarebbe un 10. Secondo l’allenatore, i giocatori acquisiti sono perfetti per il tipo di squadra che intende costruire, sottolineando come abbia finalmente le idee chiare e sia riuscito a plasmarsi un organico forte.

Dal lato juventino, Spalletti ha adottato un tono più cauto. Pur evitando di assegnare una valutazione numerica, ha dichiarato che non è stato fatto tutto quello che si voleva, lasciando intendere che alcuni obiettivi sono rimasti in sospeso. Ha tuttavia riconosciuto che la rosa è migliorata e che ora servirà confermare i progressi sul campo, aggiungendo che la squadra ha le carte in regola per diventare competitiva.

Un esempio citato da Spalletti riguarda l’utilizzo di Woltemade, che partirà dalla panchina nonostante non sia esattamente il tipo di attaccante inizialmente cercato. L’allenatore ha spiegato che il giocatore può comunque essere valorizzato, ad esempio giocando accanto a Kolo Muani, trasformando quello che sembrava un imprevisto in un’opportunità tattica.

Sul fronte degli investimenti, la fonte evidenzia come la Juventus abbia speso più di qualsiasi altra squadra italiana sul mercato, con uno sbilancio superiore ai 130 milioni di euro. Nonostante ciò, la squadra appare ancora un lavoro in corso. Il Milan, invece, ha chiuso con un passivo di 78 milioni, e l’unico vero rimpianto di Amorim riguarda la mancata acquisizione di Endrick, bloccata dall’opposizione personale di Mourinho.

La presenza di Cardinale a Milanello è stata nuovamente confermata: il proprietario ha assistito alla conferenza di Amorim dall’ultima fila, sta cercando casa a Milano e sta lavorando per inserire un dirigente con competenze allargate (definito head of football) per avvicinarsi maggiormente alla gestione tecnica. Parallelamente, procede il progetto Nba Europa, legato a un possibile palasport da ventimila posti a San Donato, area dove il Milan aveva previsto lo stadio di proprietà, ancora però solo un’ipotesi.

Per quanto riguarda la formazione, Amorim potrà contare da stasera su Rabiot al 100%, pronto per la prima partita da titolare dopo un ritardo di condizione. Spalletti, invece, deve fare a meno di diversi giocatori chiave: Yildiz, McKennie, Cambiaso, Thuram, Cabal, Sarr ed Ekhator non sono disponibili. L’allenatore juventino ha ammesso le difficoltà ma ha affermato che la squadra è nelle condizioni di giocare una partita da Juventus, sebbene il vero limite risieda nella scarsità di alternative a partita in corso.

Al contrario, per il Milan finora sono state proprio le risorse della panchina a risultare decisive, un dettaglio che potrebbe pesare nell’economia della gara.

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