Claudia Durastanti ha ripercorso alcune tappe significative del proprio vissuto, soffermandosi su un passato segnato dall'autolesionismo. La scrittrice ha ricordato come quel periodo abbia lasciato tracce indelebili, portando ancora oggi i segni fisici di quelle sofferenze giovanili.
Parallelamente, l'autrice ha descritto la gravidanza come il momento di maggiore serenità e gioia della sua esistenza. Un equilibrio che ha subito una trasformazione dopo la nascita della figlia Nina, introducendo nuove e complesse dinamiche interiori.
In particolare, la fase dell'allattamento è stata vissuta con un senso di smarrimento: Durastanti ha ammesso di aver temuto, in quei mesi, una sorta di annullamento della propria identità, schiacciata dal peso delle nuove responsabilità e dall'intensità del legame totalizzante con la bambina.