Il racconto della madre di Lorena Isceri, affidato ai verbali delle autorità, delinea una progressione di violenza che ha segnato i mesi precedenti il femminicidio. Secondo la testimonianza, il punto di rottura sarebbe avvenuto in primavera, quando la vittima scoprì che il compagno, Federico Vella, intratteneva un'altra relazione. Da quel momento, il comportamento dell'uomo sarebbe mutato, diventando aggressivo e arrivando, in un episodio, a minacciare la compagna con un coltello.
Il malessere di Lorena era evidente anche durante l'ultima vacanza di coppia, vissuta in un clima di forte tensione anziché di distensione. La giovane aveva inoltre espresso il proprio disagio alla ginecologa, inviando un messaggio in cui chiariva che il rapporto era ormai in crisi profonda.
Sul fronte delle indagini, mentre si analizza il profilo di Vella, emergono dettagli contrastanti: se lo psichiatra che lo seguiva lo descriveva come una persona tranquilla, l'esame autoptico ha confermato che Lorena Isceri era ancora viva al momento della caduta dal viadotto, un dato che sposta l'attenzione sulla dinamica dei fatti e sulle responsabilità dell'uomo.