Lucio Battisti nacque a Poggio Bustone il 5 marzo 1943 e morì il 9 settembre 1998 all'età di 55 anni nell'ospedale San Paolo di Milano. Il decesso avvenne dopo un ricovero in gravi condizioni, senza che nei giorni precedenti venissero diffusi bollettini medici. La comunicazione ufficiale giunse solo la mattina del 9 settembre, annunciando la morte per complicanze in un quadro clinico già severo.
Il cantautore raggiunse il successo negli anni Sessanta, ma già dagli anni Settanta iniziò a ritirarsi gradualmente dai riflettori. Pur essendo ancora sulla cresta dell'onda, spiegò di preferire il ruolo di autore a quello di cantante, ritenendo che l'attività live impedisse una vita normale. Disse che fare serate significava vivere in continuo spostamento, senza tregua, e volle invece dedicarsi alla composizione e alla produzione.
Nel corso della sua carriera tenne soltanto due tour: uno nel 1969 e l'ultimo nell'estate del 1970. In un'intervista del 2023, Mogol rivelò di avergli consigliato di non tornare più sul palco, anche per evitare insulti legati al clima politico teso degli anni Settanta. Battisti seguì quel consiglio e non tornò mai più a esibirsi dal vivo, nemmeno quando il contesto cambiò.
Dopo aver abbandonato i concerti, Battisti allontanò progressivamente anche la stampa. Nei primi anni Ottanta smise completamente di rilasciare interviste, affermando che un artista deve comunicare esclusivamente attraverso il proprio lavoro. Questa scelta alimentò la curiosità dei media e dei fan, che lo inseguivano alla ricerca di uno scoop.
Nell'estate del 1997 la trasmissione televisiva 'Va ora in onda' lanciò la moda degli 'abbattistamenti', invitando il pubblico a segnalare presunti avvistamenti del cantautore. Il programma, condotto da Carlo Conti, Giorgio Panariello e Luana Colussi, aveva come ospiti fissi i RockGalileo, che suonavano dal vivo i suoi brani più famosi.
I funerali di Lucio Battisti si svolsero in forma privata a Molteno, con soltanto una ventina di persone ammesse. Tra loro c'era Mogol, nonostante il loro rapporto professionale si fosse interrotto nei primi anni Ottanta. La rottura avvenne perché il paroliere chiedeva una divisione paritaria dei ricavi, cinquanta e cinquanta, cosa che non accadde.
Dopo la morte dell'artista, il patrimonio musicale divenne oggetto di lunghe battaglie legali. Da un lato c'erano la vedova, Grazia Letizia Veronese, e il figlio Luca Battisti; dall'altro Mogol e Sony Music. In un procedimento, Mogol ottenne 2,6 milioni di euro, meno degli 8 milioni richiesti. In un'altra causa, Sony Music fu sconfitta dagli eredi.