Un approccio circolare per gli scarti del granchio blu
La gestione dei residui derivanti dalla lavorazione del granchio blu rappresenta una sfida ambientale ed economica significativa. Carapaci e chele, che costituiscono fino all'85% del peso vivo dell'animale, generano ogni anno circa 270 mila tonnellate di scarti, finora destinati prevalentemente alla discarica o all'incenerimento. Una ricerca pubblicata sull'International Journal of Biological Macromolecules propone ora una soluzione concreta attraverso il recupero della chitina.
Il metodo: pretrattamento termico e sostenibilità
Il team di ricercatori dell'Enea, in collaborazione con l'Università della Calabria, ha messo a punto un sistema che sfrutta un pretrattamento termico dei carapaci a 100 °C per un intervallo tra i 5 e i 10 minuti. Questo passaggio facilita la rimozione dei minerali inorganici, come fosfati e carbonati, riducendo sensibilmente la necessità di reagenti chimici. Il processo non solo accorcia i tempi di lavorazione, ma garantisce una resa superiore e una maggiore purezza del biopolimero finale.
Versatilità e applicazioni industriali
La chitina è il secondo polisaccaride più diffuso in natura dopo la cellulosa e si distingue per le sue proprietà biocompatibili, antimicrobiche e antiossidanti. Grazie alla sua versatilità, trova impiego in settori strategici che spaziano dall'agricoltura alla cosmetica, fino all'industria alimentare e alla biomedicina. La possibilità di estrarre questa risorsa in modo più sostenibile segna un passo avanti per l'economia circolare, trasformando un sottoprodotto problematico in una materia prima di alto valore.
Domande frequenti
Perché è importante estrarre chitina dal granchio blu?
L'estrazione permette di valorizzare circa 270 mila tonnellate di scarti annui, riducendo l'impatto ambientale legato allo smaltimento dei carapaci e fornendo un biopolimero utile in vari settori industriali.
Qual è l'innovazione introdotta dai ricercatori italiani?
L'innovazione consiste in un pretrattamento termico a 100 °C che facilita la rimozione dei minerali, riducendo l'uso di reagenti chimici e migliorando la qualità e la resa della chitina.