L'esame della riforma elettorale entra nel vivo a Palazzo Madama, ma in un clima di stallo. La Commissione Affari Costituzionali ha dovuto constatare l'impossibilità di concludere i lavori entro i tempi previsti, trasmettendo il testo in Aula senza il mandato al relatore.
Il provvedimento, arrivato in seconda lettura dalla Camera dei Deputati, approda in Assemblea nella sua versione originaria. Di conseguenza, l'emendamento sulle preferenze non è stato integrato e dovrà essere oggetto di una nuova votazione direttamente in Aula.
Nel frattempo, le opposizioni hanno presentato quattro questioni pregiudiziali, attualmente in fase di discussione. Il calendario resta serrato: il voto definitivo sulla riforma è atteso entro il 15 settembre.