Il ricambio generazionale rappresenta una prova cruciale per il sistema produttivo italiano, storicamente imperniato sulle imprese familiari. Tuttavia, la pianificazione di questo passaggio appare ancora lacunosa: soltanto il 43% delle aziende ha definito un piano strutturato per la successione. Un dato che emerge dall'ultimo studio di Deloitte, che fotografa una realtà in cui la continuità operativa è spesso affidata a dinamiche non ancora formalizzate.
Il momento del cambio di guardia è imminente per una fetta consistente del mercato: circa il 33% delle famiglie imprenditoriali sta gestendo il passaggio di leadership o dovrà farlo entro i prossimi dieci anni. In questo contesto, si registra un calo del ricorso ad amministratori delegati esterni, la cui quota è scesa dal 24% al 17%. Una scelta che segna una netta divergenza rispetto alle dinamiche globali, dove invece è previsto un raddoppio dei manager esterni ai vertici, destinati a passare dal 13% al 26% circa.
Se la governance resta saldamente ancorata alla famiglia, la visione strategica dei successori guarda con decisione al futuro. Il 55% della nuova generazione di imprenditori punta infatti sull'intelligenza artificiale e sull'innovazione tecnologica come leve fondamentali per trasformare e modernizzare l'attività aziendale. La sfida, per le imprese italiane, resta quella di coniugare la stabilità del modello familiare con una preparazione sempre più rigorosa degli eredi, chiamati a misurarsi con un mercato globale in rapida evoluzione.