HOT•NEWS Il mondo. Adesso.

Mensa scolastica: un pilastro per la conciliazione vita-lavoro e l'educazione alimentare

La mensa scolastica è un pilastro per le famiglie italiane: una ricerca rivela il suo ruolo cruciale nell'educazione alimentare e nella gestione quotidiana.

Bambini che consumano il pasto nella mensa scolastica

La mensa scolastica ha smesso di essere un semplice luogo di ristoro per trasformarsi in un pilastro della quotidianità delle famiglie italiane. Secondo i dati dell'indagine Food Trend 2026, curata da Teha Group per l'Osservatorio Cirfood District, il 94% dei genitori attribuisce al servizio un valore che va ben oltre il consumo del pasto, considerandolo un supporto strategico per la gestione dei tempi e un elemento chiave nel percorso di crescita dei bambini.

Lo studio, basato su un campione di 853 famiglie con figli tra 1 e 11 anni, mette in luce come per la metà degli intervistati la mensa sia cruciale per bilanciare impegni lavorativi e cura dei figli. Accanto alla funzione organizzativa, emerge una dimensione relazionale significativa: il 58% delle famiglie identifica nel pranzo a scuola un'occasione preziosa di socialità, dove gli alunni imparano a stare insieme e a vivere il cibo come parte integrante del proprio sviluppo.

Anche il valore formativo è ampiamente riconosciuto. Il 91% dei genitori ritiene che il servizio contribuisca in modo determinante alla diffusione di una cultura alimentare corretta. La mensa agisce come una palestra quotidiana: sei famiglie su dieci confermano che i figli, grazie all'esperienza scolastica, hanno iniziato a consumare alimenti precedentemente rifiutati, portando poi queste abitudini anche a casa.

Il sistema si conferma inoltre un presidio di inclusività, gestendo una quota del 21% di richieste per diete speciali legate a motivi sanitari, etici o religiosi. Nonostante le sfide organizzative, il costo medio di 5,20 euro a pasto è giudicato adeguato o contenuto da tre quarti delle famiglie. Un indice di gradimento così elevato che un genitore su tre si dichiara pronto a cambiare istituto scolastico qualora il servizio venisse sospeso.

Il settore resta tuttavia caratterizzato da una disparità di accesso, con solo un alunno su due che può usufruire della refezione scolastica. L'auspicio, espresso anche in sede di analisi, è quello di una maggiore diffusione del servizio su tutto il territorio nazionale, per valorizzare appieno il suo potenziale educativo e sociale.

Ti è stato utile questo articolo?
↑