La Mostra del Cinema di Venezia ha dedicato un omaggio a Marilyn Monroe in occasione del centenario della sua nascita. La regista Maggie Gyllenhaal, presidente di giuria, ha presentato in anteprima mondiale Flesh Impact, un cortometraggio di 21 minuti che rilegge la figura dell'attrice con uno sguardo intimo e venato di malinconia.
La trama prende le mosse tra le strade di New York, dove un'anziana signora si presenta a un provino per il ruolo di Carol Cutrere nell'opera Orfeo in discesa di Tennessee Williams. Il confronto con la direttrice di casting, che le contesta l'età, innesca un racconto a ritroso che ripercorre le tappe di una carriera segnata da una costante tensione tra idolatria e sfruttamento.
Il volto di Marilyn è affidato a due interpreti: Dakota Johnson incarna la versione giovane, all'apice del successo e della fragilità, mentre Ellen Burstyn — insignita del Leone d'oro alla carriera — dà corpo alla Marilyn anziana. È su questa figura che si concentra la riflessione di Gyllenhaal, analizzando la femminilità come una risorsa potente ma al contempo come una ferita, tra i compromessi necessari per affermarsi e le incomprensioni di un'industria spesso spietata.
Il cast, che include anche Peter Sarsgaard e Sepideh Moafi, sostiene un racconto che oscilla tra il ricordo e la consapevolezza. Il titolo, Flesh Impact, riprende la definizione coniata da Billy Wilder per descrivere l'impatto fisico e sensuale della diva. L'opera si chiude con un finale inatteso, accompagnato dalla voce di Patti Smith, che trasforma il corto in una sorta di serenata dedicata a una delle icone più studiate e complesse del Novecento.