Alla Mostra del Cinema di Venezia, il regista russo Ilya Khrzhanovsky ha partecipato in concorso con il film Dau, suscitando polemiche da parte del governo ucraino, che ha accusato l’opera di essere uno strumento di propaganda filorussa.
In conferenza stampa, Khrzhanovsky ha risposto direttamente alle critiche, affermando che la sua posizione rispetto al conflitto russo-ucraino è sempre stata molto chiara, da ancor prima dello scoppio della guerra, ancor prima dell’invasione del 2022, dalla guerra del Donbass.
Il regista ha precisato di non voler entrare nel merito degli aspetti politici della situazione, ma ha voluto esprimere un augurio chiaro: che l’Ucraina sopravviva, mantenga la sua indipendenza e possa avere un futuro migliore.
Ha aggiunto che, dato l’attuale livello di tensione, l’unica cosa che può augurare al paese invaso è la pace e che il governo ucraino abbia il successo più ampio possibile nel difendere il territorio e vincere la guerra.
Le accuse ucraine erano state già respinte nei giorni precedenti dalla stessa produzione del film e dal direttore del festival, Alberto Barbera, che aveva difeso la presenza di Dau in concorso come scelta artistica e non politica.