Il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam ha sfiorato gli 81 euro al megawattora, toccando i valori più alti dalla fine del 2022. I contratti futures per il mese di ottobre hanno segnato un incremento del 6,8%, fermandosi a 80,99 euro al MWh.
L'aumento è legato all'inasprimento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran nello stretto di Hormuz, un'area cruciale per il passaggio delle forniture energetiche globali. Il rischio di interruzioni ha spinto gli operatori a rivedere al rialzo le proprie aspettative di mercato.
Contemporaneamente, Europa e Asia sono impegnate in una concorrenza serrata per accaparrarsi le quantità disponibili di gas naturale liquefatto (Gnl). Questa domanda incrociata ha contribuito a stringere l'offerta spot e a sostenere i prezzi sul mercato europeo.
Il livello raggiunto non si vedeva da oltre un anno e mezzo, quando il gas aveva toccato picchi simili in piena crisi energetica post-invasione ucraina. Sebbene il contesto attuale sia diverso, la combinazione di fattori geopolitici e di mercato sta nuovamente esercitando pressione al rialzo.
Gli analisti osservano che, al momento, non ci sono segnali immediati di allentamento delle tensioni nello stretto di Hormuz, mentre la stagione invernale si avvicina, aumentando l'attenzione sulle scorte e sui flussi di approvvigionamento.