Il Consiglio dei governatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) ha adottato una risoluzione che prevede il trasferimento del dossier sul programma nucleare iraniano al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a New York. La decisione è stata presa a Vienna, sede dell'agenzia, con il sostegno di 23 dei 35 Stati membri del Consiglio.
La risoluzione nasce dal rifiuto prolungato dell'Iran di collaborare pienamente con gli ispettori dell'IAEA, che da tempo denunciano limitazioni negli accessi agli impianti nucleari e nelle verifiche richieste dal trattato di non proliferazione. Questa mancata cooperazione ha portato gli Stati membri a valutare un'escalation simbolica ma significativa sul piano diplomatico.
L'iniziativa è stata promossa da Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito, che hanno spinto affinché il caso iraniano tornasse sotto l'attenzione massima delle Nazioni Unite. Il passaggio al Consiglio di sicurezza non implica automaticamente sanzioni, ma apre la strada a possibili decisioni vincolanti da parte dell'organo incaricato del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.
Russia e Cina hanno espresso opposizione alla risoluzione, sottolineando preoccupazioni riguardo alle conseguenze di un simile passo e difendendo l'approccio del dialogo e della diplomazia nel contesto dell'accordo sul nucleare iraniano. Il loro voto contrario riflette le divergenze tradizionali sulle questioni di non proliferazione e sicurezza regionale.
L'IAEA aveva già segnalato in precedenti rapporti difficoltà nel verificare la completezza e la correttezza delle dichiarazioni iraniane sul proprio programma nucleare. L'ultima decisione del Consiglio dei governatori rappresenta un nuovo passo in una serie di tensioni che si trascinano da anni attorno alle attività di arricchimento dell'uranio in Iran.