La Campagna per Sopravvivenza e Dignità ha chiesto al Ministero degli Affari Tribali di ritirare immediatamente l'ufficio memorandum del 31 agosto 2026, nel quale si affermava che non esistesse alcuna disposizione nella Legge sui Diritti Forestali per richiedere il consenso del Gram Sabha prima di deviare terre forestali a scopi non forestali.
Secondo l'organizzazione, tale posizione è fattualmente e giuridicamente insostenibile, configurando una derelizione di dovere da parte del Ministero. La dichiarazione è stata resa pubblica mercoledì 9 settembre 2026.
La Campagna per Sopravvivenza e Dignità ha sottolineato che basterebbe leggere il testo della legge per evitare un simile errore, definendo la presa di posizione del Ministero uno sbaglio fattuale grave.
La nota ministeriale arriva in un momento di tensione istituzionale, dopo che una commissione parlamentare, con il contributo dell'NHPC del Ministero dell'Energia, aveva segnalato come il requisito del consenso pieno del Gram Sabha stesse diventando un collo di bottiglia critico per alcuni grandi progetti governativi.
L'organizzazione ha respinto questa lettura, affermando che non è il consenso del Gram Sabha a ritardare i lavori, bensì la mancata applicazione corretta della Legge sui Diritti Forestali. A supporto, ha citato i dati sulle approvazioni di deviazione di terre forestali dal 2008-09 al 2022-23: circa 305.945,38 ettari sarebbero stati autorizzati senza pieno rispetto della norma.
La posizione del Ministero è stata inoltre criticata dall'ex Ministro dell'Ambiente Jairam Ramesh, che l'ha definita una posizione shockante contraria alle direttive stesse del dicastero, alle linee guida e alla giurisprudenza, incluso il principio stabilito dalla sentenza Niyamgiri della Corte Suprema.
La Campagna per Sopravvivenza e Dignità ha accusato il Ministero di agire per compiacere gli interessi di sviluppatori, appaltatori e grandi imprese, tentando di eliminare tramite una strada secondaria un principio giuridico consolidato da quasi vent'anni.
Secondo l'organizzazione, anche se la commissione parlamentare e l'NHPC avevano solo suggerito di ridurre la soglia del consenso al 100%, il Ministero avrebbe scelto di strisciare verso l'abolizione totale del requisito, un gesto interpretato come codardo, anti-popolare, anti-democratico e incostituzionale.
La dichiarazione si chiude con un'accusa più ampia: il governo NDA e i governi statali starebbero violando gravemente la Legge sui Diritti Forestali in tutto il paese, distruggendo foreste, limitando i diritti dei abitanti delle foreste e mettendo a rischio i loro mezzi di sussistenza attraverso deviazioni di terreno accelerate per grandi progetti.