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La Ue presenta una nuova legge sugli alloggi accessibili per aiutare gli Stati membri a contrastare la crisi abitativa

La Commissione europea lancia l'Affordable Housing Act per aiutare le autorità locali a contrastare la crisi abitativa con strumenti giuridici comuni, senza

Illustrazione di una città europea con edifici residenziali e simboli di housing e Unione europea

La Commissione europea ha presentato oggi la Legge sugli alloggi accessibili, il primo tentativo a livello comunitario di affrontare il problema crescente dell'accessibilità economica e della disponibilità di case nelle aree urbane più colpite. L'iniziativa punta a sostenere gli Stati membri e le città nell'affrontare una crisi che, secondo l'ultimo Eurobarometro, interessa oltre la metà degli abitanti delle città, che considerano l'alloggio un problema immediato e urgente.

La proposta non impone obblighi diretti agli Stati membri, ma fornisce un quadro giuridico comune per valutare le misure abitative che incidono sul mercato unico. Come spiegato dalla vicepresidente Teresa Ribera durante la conferenza stampa, la decisione di intervenire e su quali misure adottare rimane alle autorità nazionali, regionali e locali, nel rispetto del principio di sussidiarietà.

Al centro della legge c'è la necessità di individuare le 'zone sottoposte a tensione abitativa' attraverso una metodologia condivisa e criteri tecnici comuni. Solo dopo aver dimostrato che un'attività, come gli affitti brevi, contribuisce significativamente alle pressioni abitative locali per almeno tre anni, le autorità possono introdurre restrizioni, a condizione che le misure siano mirate, necessarie e proporzionate.

Per quanto riguarda gli affitti brevi, la Commissione precisa che gli interventi locali devono riguardare specificamente le attività che riducono il patrimonio immobiliare disponibile per uso a lungo termine, soprattutto quando la loro entità, frequenza o natura commerciale aggravano la situazione. Prima di agire, le autorità devono dimostrare che misure meno restrittive non sarebbero altrettanto efficaci e devono applicare il regolamento Ue, compresi i requisiti di registrazione e la rimozione degli annunci non conformi.

La proposta prevede anche chiarimenti per misure sulle seconde case e gli immobili sfitti a lungo termine, precisando che le condizioni legate all'acquisto non possono essere applicate retroattivamente e che devono essere previste disposizioni transitorie adeguate. L'obiettivo è accompagnare gli interventi locali con azioni per aumentare l'offerta di alloggi, attraverso permessi più rapidi per nuove costruzioni, ristrutturazioni e riconversioni edilizie.

Il commissario Ue all'Edilizia abitativa, Dan Jorgenson, ha sottolineato che la legge non mira a contrastare gli affitti brevi in quanto tali, ritenuti un'idea valida, ma a rispondere a situazioni in cui il loro aumento ha allontanato i residenti dalle proprie abitazioni, causando rincari dei prezzi ritenuti inaccettabili. Ha aggiunto che la proposta fornisce agli amministratori locali gli strumenti per agire nel rispetto delle norme comunitarie, tutelando la certezza del diritto e il legittimo affidamento.

L'intera proposta passerà ora al Parlamento europeo e al Consiglio nell'ambito della procedura legislativa ordinaria. La Commissione incoraggia gli Stati membri a concentrare gli sforzi sull'aumento dell'offerta abitativa nelle aree che ne hanno più bisogno, anche attraverso investimenti e pianificazione più efficace.

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