Uno studio condotto su venticinque parchi nazionali canadesi ha scoperto che gli alci sono al centro di quasi due terzi degli scontri aggressivi con la fauna selvatica, analizzando oltre 2 900 segnalazioni raccolte tra il 2010 e il 2023.
Il lavoro, basato sui registri di Parks Canada, ha confrontato le tipologie di animali coinvolti – alci, cervi mulo, coyote, orsi grizzly e orsi neri – con le attività svolte dalle persone al momento dell’incidente. Le attività più frequenti erano quelle silenziose e quotidiane: escursioni, passeggiate, osservazione della fauna e spostamenti in città.
Gli alci compaiono in più del 60 % dei casi, superando di gran lunga gli altri mammiferi. Sono responsabili di oltre la metà degli scontri durante sport avventurosi come il mountain bike e di circa l’80 % degli episodi nei campeggi. Inoltre, negli insediamenti urbani dei parchi, in particolare a Banff e Jasper, risultano l’animale più coinvolto.
Gli orsi rappresentano il 27 % delle interazioni aggressive; i grizzly sono più spesso associati a attività a bassa intensità, come escursioni e camminate. Coyote e cervi mulo hanno registrato il minor numero di segnalazioni, ma gli scontri avvenuti si sono verificati quasi esclusivamente in zona urbana.
Gli esperti ricordano che gli alci, pur essendo erbivori, possono reagire in modo difensivo quando si sentono minacciati. La loro abitudine di frequentare le aree popolate per sfuggire ai predatori li rende più abituati alla presenza umana, favorendo comportamenti come l’avvicinamento per foto o il tentativo di nutrirli.
Solo l’1,6 % delle segnalazioni corrisponde a veri attacchi; la maggior parte comprende manifestazioni difensive come sbattimenti di zoccoli, cariche di finta e inseguimenti.
Gli specialisti raccomandano di mantenere una distanza di almeno tre volte la lunghezza di un autobus scolastico, di fare rumore durante le camminate e di portare spray anti-orso, anche nelle zone più frequentate dei villaggi.