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L'Aidp avvia la definizione di standard per gestire lo stress da rientro dalle ferie

L'Associazione italiana per la direzione del personale lavora a linee guida per gestire lo stress dopo le ferie, con proposte di flessibilità, ascolto e

Lavoro in ufficio dopo le ferie estive con colleghi che parlano

L'Associazione italiana per la direzione del personale (Aidp) ha avviato un lavoro per definire standard condivisi volti a gestire lo stress da rientro dalle ferie, un fenomeno ancora poco esplorato in termini di prassi consolidate ma fortemente percepito nelle organizzazioni aziendali.

Matilde Marandola, presidente dell'Aidp, ha spiegato che l'iniziativa nasce dalla constatazione che, nonostante il tema non sia ancora regolato da procedure standardizzate, è molto sentito in azienda, soprattutto dopo il periodo di chiusura estiva.

Secondo Marandola, lo stress da rientro deriva dalla combinazione di aspettative lavorative rinnovate e una possibile rigidità organizzativa nel ripristinare i ritmi dopo le ferie, fattori che possono incidere negativamente sulla prestazione e sull'engagement dei dipendenti.

Per affrontare il problema, l'Aidp sta valutando misure basate sull'ascolto attivo, sulla co-creazione di soluzioni e sulla personalizzazione degli interventi, tra cui forme più libere di smartworking, la settimana corta immediatamente dopo le ferie e incontri formativi dedicati alla gestione dello stress.

Marandola ha fatto riferimento a esperienze già esistenti all'estero, particolarmente nel settore bancario e assicurativo, dove grandi gruppi hanno implementato soluzioni simili, sottolineando tuttavia che in Italia il fenomeno è amplificato dalla concentrazione delle ferie nelle due settimane centrali di agosto, che genera una pressione simultanea su un numero elevato di lavoratori.

L'associazione guarda anche a precedenti interventi riusciti, come quelli per lo stress da rientro dopo maternità o malattia, per i quali sono già attivi protocolli di intesa con associazioni specializzate, da prendere come modello per sviluppare risposte efficaci anche in questo caso.

Marandola ha concluso ricordando che le aziende devono evolversi verso modelli di accoglienza reale, capaci di sostenere le persone nei momenti di transizione lavorativa, trasformando una potenziale criticità in un'opportunità di miglioramento organizzativo.

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