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Burnham invita a un cambio culturale nel rapporto tra Stato e imprese nel Regno Unito

Il premier incontra i vertici di BP, Shell, HSBC e altre grandi aziende per chiedere più sostegno statale a chi rischia e innovare nel Regno Unito.

Andy Burnham incontra i vertici di grandi aziende britanniche a Downing Street

Il primo ministro britannico Andy Burnham ha chiesto un "cambio culturale" nel modo in cui il Regno Unito sostiene le imprese, intervenendo prima di un incontro previsto con alcuni dei principali amministratori delegati del paese.

Burnham ha affermato che chi prende rischi nel mondo degli affari deve poter contare sul sostegno del governo e ha sottolineato l’importanza di dare più potere agli amministratori locali per collaborare direttamente con le imprese.

L’incontro, ospitato a Downing Street, riunirà i vertici di aziende come BP, Shell, HSBC, Morrisons, Sainsbury’s, BT, Vodafone e Rolls-Royce, insieme ad altre realtà industriali e commerciali di rilievo nazionale.

Prima del colloquio privato con i chief executive, Burnham terrà un ricevimento aperto ai rappresentanti delle amministrazioni locali, nell’ottica di creare un ponte tra potere territoriale e mondo delle imprese.

Secondo il premier, quando i leader locali hanno gli strumenti giusti e il governo agisce in partnership con le aziende, si possono attrarre investimenti, generare occupazione e trasformare le comunità in meglio.

Burnham ha aggiunto che l’esecutivo vuole essere "un partner per la crescita" affinché ogni parte del Regno Unito possa beneficiare di uno sviluppo più equo e sostenibile.

L’iniziativa arriva in un contesto economico complesso, segnato dall’aumento dei costi di finanziamento pubblico nel Regno Unito e in altri paesi, che limita la capacità di spesa per sostegno alle imprese e investimenti pubblici.

Nonostante una sorpresa positiva nei dati del PIL di luglio, trainata in parte dagli investimenti in intelligenza artificiale, gli esperti avvertono un probabile rallentamento nei mesi a venire a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia.

Questo incremento è legato alle tensioni internazionali, in particolare al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che ha fatto salire bruscamente i prezzi del petrolio e, di conseguenza, quelli dell’energia e dei carburanti, con ripercussioni su famiglie e imprese.

La paura è che l’inflazione possa rimanere elevata, aumentando la pressione sulle banche centrali perché alzino i tassi di interesse per tenere sotto controllo la crescita dei prezzi.

Inoltre, la maggiore domanda di finanziamenti da parte delle aziende attive nell’intelligenza artificiale sta contribuendo a far salire i costi del debito pubblico in molti paesi, compresenza di una ridotta fiducia degli investitori verso la situazione finanziaria britannica.

Gli esperti indicano che il rendimento dei titoli di Stato britannici a dieci anni rimane più alto rispetto a quello di Stati Uniti, Francia e Giappone, un sintomo della sfiducia legata alla frequente alternanza alla guida del governo e ai ripetuti cambi di direzione politica negli ultimi anni.

La scorsa settimana, il cancelliere dello Scacchiere John Healey ha riconosciuto la sfida dei "costi storicamente alti" del finanziamento pubblico, ma ha chiesto comunque un ripristino della fiducia internazionale nel Regno Unito come condizione per rilanciare l’economia.

Dall’opposizione, la segretaria ombra agli Affari delle imprese Julia Lopez ha criticato l’attuale governo laburista, sostenendo che l’aumento dei costi per le imprese – come l’assicurazione nazionale sui datori di lavoro e gli aumenti del salario minimo – abbia danneggiato l’occupazione e scoraggiato gli investimenti.

Secondo Lopez, per far ripartire le imprese sarebbe necessario ridurre la pressione fiscale e burocratica, definendo attualmente devastanti gli effetti delle politiche fiscali del governo sulle imprese e sul mercato del lavoro.

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