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Marco Gori sull'IA: il rischio non è il potere degli algoritmi ma la delega delle responsabilità umane

Marco Gori dell'Università di Siena spiega che il rischio dell'intelligenza artificiale non è il dominio degli algoritmi, ma la delega umana delle decisioni

Marco Gori parla dei rischi dell'intelligenza artificiale in un'intervista televisiva

Negli ultimi giorni il dibattito pubblico e scientifico si è intensificato attorno alle conseguenze dello sviluppo accelerato dell'intelligenza artificiale, alimentato da allarmi provenienti dagli Stati Uniti su possibili scenari di perdita di controllo degli algoritmi.

Marco Gori, informatico e docente all'Università di Siena, intervistato da Roberto Vicaretti per Rainews24, ha ridimensionato l'idea di un colpo di stato notturno da parte delle macchine: «Non credo che gli algoritmi prenderanno il potere di notte».

Secondo l'esperto, i rischi concreti legati all'IA riguardano principalmente la sicurezza informatica, ma il nodo cruciale è un altro: la tendenza umana a delegare alle macchine la responsabilità di scelte che dovrebbero rimanere proprie dell'individuo o della collettività.

Gori sottolinea che non è l'autonomia tecnica degli algoritmi il pericolo maggiore, bensì la rinuncia culturale e etica dell'uomo a governare le conseguenze delle proprie decisioni, anche quando supportate da strumenti avanzati.

L'intervista si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la governance dell'IA, dove esperti di diversi campi chiedono regole chiare per evitare che l'efficienza tecnologica surroghi il giudizio umano in ambiti sensibili come giustizia, difesa o sanità.

Il messaggio centrale rimane chiaro: la tecnologia non è neutra nel suo utilizzo, e la responsabilità ultima appartiene sempre a chi la dirige, non a chi la costruisce.

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