La mattina del 4 agosto 1892 a Fall River, nel Massachusetts, Andrew Borden fu trovato senza vita sul divano del salotto, ucciso da diciotto colpi d'ascia mentre riposava. Poco prima, al piano superiore, la sua seconda moglie Abby Durfee Gray era stata colpita tredici volte. In casa, oltre alle vittime, erano presenti solo la domestica Bridget Sullivan e Lizzie Borden, figlia trentaduenne dell'uomo.
Subito dopo il delitto, i sospetti si concentrarono su Lizzie. Aveva avuto contrasti con il padre e la matrigna, aveva cercato di acquistare veleno il giorno precedente e, secondo alcuni testimoni, aveva dato alle fiamme un abito il giorno successivo, forse per eliminare tracce di sangue. Nei giorni precedenti, Andrew aveva trasferito una proprietà alla sorella di Abby, decisione che aveva acuito le tensioni familiari.
Lizzie viveva ancora in casa con la sorella Emma, nonostante la ricchezza del padre. Andrew, noto per la sua avarizia, imponeva alle figlie uno stile di vita modesto, mentre in casa crescevano risentimenti per piccoli dispetti quotidiani, come l'uccisione dei piccioni che Lizzie allevava con affetto nella stalla. Dopo la morte della madre biologica, il padre si era risposato con Abby, mai accettata dalle due figlie.
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Nonostante l'assenza di segni di effrazione o di furto, e la presenza di un'accetta senza manico trovata in seminterrato, Lizzie fu arrestata e processata. Il caso attirò giornalisti da tutto il paese, segnando uno dei primi grandi processi seguiti con morbosa attenzione dalla stampa nazionale. La difesa sostenne che una donna vittoriana non potesse avere la forza né la brutalità per commettere un simile atto.
Dopo poco più di un'ora di deliberazione, il 20 giugno 1893 la giuria, composta esclusivamente da uomini, assolse Lizzie Borden. Ereditò l'ingente patrimonio del padre e si trasferì con la sorella in una villa lussuosa chiamata Maplecroft. Nonostante la libertà legale, rimase emarginata dalla comunità, vista come colpevole che era riuscita a farla franca.
Lizzie non parlò mai più in pubblico degli eventi del 1892. Morì il 1 giugno 1927 di polmonite, a sessantasei anni. Il suo nome, tuttavia, rimase vivo nella cultura americana: ispirò film, serie tv, libri e persino una filastrocca per bambini che le attribuiva decine di colpi, contribuendo a trasformare un caso giudiziario in una leggenda.
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Oggi la casa di Second Street, numero 92, è un bed and breakfast dove si possono prenotare tour guidati, partecipare a cacce ai fantasmi e dormire nelle stanze dove avvennero gli omicidi. La stanza più richiesta è quella dove fu trovata Abby Borden, al secondo piano, affittata a quasi trecento dollari a notte. La colazione include pancake, uova, insalata, pancetta, farina d'avena e frutta, alimenti che i Borden avrebbero consumato quella mattina.