La battaglia legale si sposta in Lussemburgo
Il confronto tra produttori e governo italiano sulla cannabis light approda davanti alla giustizia europea. Il Consiglio di Stato ha deciso di investire della questione la Corte di giustizia dell'Unione europea, chiedendo di fare chiarezza sulle severe restrizioni introdotte in Italia per i prodotti a base di cannabidiolo (Cbd) per uso orale.
I dubbi di compatibilità con le norme europee
Al centro del rinvio c'è la legittimità del regime nazionale che limita la vendita dell'olio di Cbd, acquistabile solo in farmacia e dietro presentazione di ricetta medica. I giudici di Palazzo Spada chiedono di verificare se tali vincoli su una molecola priva di effetti psicotropi rispettino i principi europei di libera circolazione delle merci, proporzionalità e precauzione.
La decisione della Corte Ue
Spetterà ora ai giudici europei stabilire se l'Italia possa legittimamente applicare una disciplina così restrittiva a una sostanza non psicotropa, definendo i confini tra le prerogative regolatorie nazionali e le tutele garantite dall'ordinamento dell'Unione.
Domande frequenti
Perché il Consiglio di Stato si è rivolto alla Corte di giustizia Ue?
Per chiarire se l'obbligo di prescrizione medica e di acquisto in farmacia per l'olio di Cbd in Italia sia compatibile con i principi europei di libera circolazione, proporzionalità e precauzione.
Qual è l'argomento principale del ricorso?
Si contesta la legittimità di restrizioni così severe su una molecola, il cannabidiolo per uso orale, che non presenta effetti psicotropi.