3,6 milioni
Oltre 3,6 milioni di cittadini e unità abitative in Italia non hanno ancora accesso alla fibra ottica, con ritardi significativi nel completamento dei progetti di rete, soprattutto nelle zone rurali e montane.

Le aree non coperte dalla fibra rappresentano una sfida per la coesione digitale nazionale; i ritardi nell'infrastruttura rischiano di aggravare divari regionali e di compromettere gli obiettivi di transizione energetica e digitale.
La storia in breve
3,6 milioni: un numero che racconta unItalia a due velocità
Il dato che emerge dalle fonti verificate è emblematico: 3,6 milioni di persone, famiglie o unità abitative, distribuite su tutto il territorio nazionale, non hanno ancora accesso alla connessione in fibra ottica. Questo divario non è casuale, ma riflette un ritardo strutturale nel deploy della rete, soprattutto nelle regioni più interne e montane, dove gli investimenti privati hanno avuto esito limitato e gli incentivi pubblici hanno faticato a tradursi in opere concrete.
La Repubblica sottolinea come la fibra stia crescendo a livello nazionale, ma il progresso si scontra con ostacoli logistici e finanziari in aree difficili da raggiungere. La mancanza di copertura non è solo una questione tecnica, ma ha ripercussioni dirette sull'accesso a servizi essenziali come la scuola a distanza, la telemedicina e il lavoro da remoto, temi che hanno assunto una rilevanza prioritaria negli ultimi anni.
La stima di 3,6 milioni di unità non coperte è confermata da più fonti, tra cui Bologna24ore.it, che la collega a interventi di ricostruzione post-alluvione, e SmartWorld, che la utilizza per descrivere un'Italia 'spaccata in due' tra chi ha la fibra e chi no. Il dato è inoltre inserito in un contesto più ampio di transizione energetica e digitale, dove le reti di comunicazione sono viste come infrastrutture strategiche.
Le autorità locali e i provider stanno cercando di accelerare i tempi, ma il ritmo attuale rischia di lasciare indietro intere comunità. Il tema è destinato a rimanere al centro del dibattito pubblico, soprattutto in vista degli obiettivi nazionali di digitalizzazione previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Il numero 3,6 milioni, quindi, non è solo un dato statistico, ma un segnale di una sfida ancora aperta per l'Italia.