Ellen Burstyn
Attrice statunitense nata nel 1932, nota per la sua lunga e prolifica carriera cinematografica. Icona del cinema internazionale, è stata insignita del Leone d'oro alla carriera durante il Festival di Venezia 2026.

L'attrice è al centro dell'attenzione mediatica per aver ricevuto il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, occasione in cui ha riflettuto sul suo percorso artistico e sulle trasformazioni dell'industria hollywoodiana.
La storia in breve
Una carriera leggendaria
Nata nel 1932, Ellen Burstyn rappresenta una delle figure più autorevoli del panorama cinematografico statunitense. La sua carriera, caratterizzata da una costante ricerca di profondità interpretativa, l'ha portata a collaborare con i più grandi registi del suo tempo, lasciando un segno indelebile in pellicole che hanno fatto la storia del cinema, come L'esorcista e Alice non abita più qui.
Il riconoscimento veneziano
Nel 2026, il Festival di Venezia ha tributato all'attrice il Leone d'oro alla carriera. La cerimonia, tenutasi nella Sala Grande del Lido, è stata introdotta da Maggie Gyllenhaal, che ha sottolineato la capacità della Burstyn di fondere corpo, mente e vissuto personale in ogni sua performance. Durante l'evento, l'attrice ha presentato anche il film Place to Be, diretto da Kornel Mundruczo, confermando la sua volontà di continuare a lavorare con le nuove generazioni di cineasti.
L'impegno e la visione sul cinema
Nel corso della sua carriera, la Burstyn ha sempre attribuito grande importanza alla formazione, citando spesso l'influenza fondamentale dell'Actor's Studio e di Lee Strasberg. Riflettendo sull'evoluzione di Hollywood, l'attrice ha riconosciuto i progressi compiuti dalle donne nell'industria, pur mantenendo uno sguardo critico verso un sistema che, a suo avviso, rischia talvolta di sacrificare la creatività dei registi in nome di logiche puramente commerciali. La sua visione del mestiere d'attrice è intesa come un percorso di apprendimento continuo, un cammino che, come ha raccontato citando un aneddoto legato a un set di Martin Scorsese, richiede di mantenere sempre la rotta, proprio come si segue una linea bianca per evitare un dirupo.