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Cardiopatie congenite: nove pazienti su dieci diventano adulti, la sfida è la continuità delle cure

I progressi nella cura delle cardiopatie congenite permettono a 9 bambini su 10 di diventare adulti. Ecco le sfide per il monitoraggio e la salute a lungo…

Esame cardiologico specialistico

Ogni anno in Italia nascono tra i 3.000 e i 4.000 bambini con una cardiopatia congenita. Grazie ai progressi della diagnosi prenatale, della cardiochirurgia e della cardiologia interventistica, circa nove pazienti su dieci raggiungono oggi l'età adulta, un risultato che ha profondamente mutato lo scenario clinico di queste patologie.

Tuttavia, un intervento risolutivo nell'infanzia non esaurisce il percorso di cura. Il cuore corretto può conservare caratteristiche anatomiche peculiari che, con il passare del tempo, espongono il paziente a possibili aritmie, disfunzioni valvolari o segni di scompenso. La sfida odierna è dunque garantire una continuità assistenziale che superi il delicato passaggio dall'adolescenza all'età adulta.

La fase di transizione dai centri pediatrici alle équipe specializzate per adulti rappresenta spesso un momento critico. Molti giovani, sentendosi in salute, rischiano di interrompere i controlli, esponendosi a diagnosi tardive. È fondamentale un percorso graduale in cui il paziente impari a conoscere la propria condizione, i farmaci assunti e i segnali di allarme, così da poter gestire con consapevolezza l'attività fisica, la vita lavorativa e la pianificazione familiare.

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La gestione di questi pazienti richiede competenze elevate. Se l'ecocardiogramma resta un pilastro diagnostico, la risonanza magnetica e la Tac cardiaca sono diventate indispensabili per ricostruire con precisione l'anatomia post-chirurgica. Anche l'intelligenza artificiale sta entrando nel settore per l'analisi dei dati, sebbene la variabilità anatomica dei cuori congeniti renda l'esperienza diretta dello specialista sempre insostituibile.

Questi temi saranno al centro del Joint International Congress in Adult Congenital Heart Disease, che si terrà il 2 e 3 ottobre presso l'ospedale Monaldi di Napoli. Sotto la direzione scientifica di Margarita Brida, Michael A. Gatzoulis, Berardo Sarubbi e Giancarlo Scognamiglio, il congresso farà il punto sulle nuove frontiere terapeutiche: dalle tecniche di ablazione per le aritmie alle strategie ibride per la sostituzione valvolare, fino al monitoraggio remoto tramite dispositivi indossabili.

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