Si conclude stasera, alle ore 23, lo sciopero dei lavoratori dell'ex Ilva di Taranto e dell'indotto, iniziato lunedì scorso. Al termine di un'assemblea tenutasi sulla statale per Bari, i sindacati metalmeccanici hanno stabilito di rimuovere immediatamente i blocchi stradali, con priorità assoluta per quello davanti alla raffineria Eni sulla statale 106.
La decisione di liberare subito le arterie viarie, inclusa la statale 7 nei pressi dello stabilimento siderurgico, è stata dettata dall'emergenza carburante che sta colpendo Puglia e Basilicata. Con diverse stazioni di servizio e gli aeroporti regionali che segnalano scorte in esaurimento, lo sblocco della raffineria è necessario per consentire l'uscita delle autocisterne e rifornire i distributori.
Sul fronte della vertenza, i sindacati hanno evidenziato l'accordo raggiunto con il governatore della Puglia, Antonio Decaro, per una piattaforma unitaria. Le rivendicazioni riguardano la decarbonizzazione dell'impianto e l'adozione di misure straordinarie per i lavoratori, tra cui incentivi per l'esodo agevolato e pensionamenti anticipati per chi è stato esposto ad amianto e agenti inquinanti.
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La protesta si sposta ora verso i tavoli istituzionali: i rappresentanti dei lavoratori sono stati convocati a Palazzo Chigi per il 27 ottobre. Questa scadenza si inserisce in un calendario critico che prevede il passaggio della Corte di Cassazione il 20 ottobre e il deposito delle offerte di AdI entro il 9 novembre.
Parallelamente, restano invece attivi i disagi viari in Puglia e Basilicata legati a proteste spontanee di autotrasportatori e agricoltori contro il caro vita e l'aumento dei prezzi del carburante. Blocchi sono segnalati a Cerignola sulla statale 16, ad Andria sulla tangenziale e in Basilicata lungo la statale Jonica e la 'Bradanica', dove circa cento tir stanno ostacolando il traffico pesante.