Una nuova e profonda scossa colpisce il comparto siderurgico nazionale. Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria ha dato ufficialmente il via a una procedura di licenziamento collettivo che interessa direttamente quaranta dirigenti assunti con contratto a tempo indeterminato. Il provvedimento, formalizzato dai commissari straordinari tramite una comunicazione datata 23 ottobre e indirizzata a Federmanager oltre che alle rappresentanze sindacali, si inserisce all'interno di una drastica riorganizzazione resa indifferibile dalla complessa crisi industriale che attraversa il gruppo.
I numeri diffusi delineano una contrazione particolarmente pesante per la struttura aziendale. A fronte di un organico complessivo di settantatré unità, i dirigenti legati da un contratto stabile sono cinquantuno: la procedura avviata ne coinvolge dunque ben quaranta, toccando quasi l'ottanta percento del personale dirigenziale in forza. Per quanto riguarda la dislocazione territoriale di questi professionisti, trentuno operano nello stabilimento di Taranto, sedici lavorano nella sede di Milano, due prestano servizio a Genova e i restanti due sono basati a Novi Ligure.
Alle radici di questa decisione vi sono le pesanti conseguenze operative generate dal provvedimento emesso dalla Corte d'Appello di Milano lo scorso 27 luglio, che ha imposto la sospensione delle attività produttive dell'area a caldo del polo tarantino. L'esecutività della misura, confermata in sede di giudizio nel mese di settembre, ha costretto l'azienda a interrompere immediatamente gli ordini di approvvigionamento delle materie prime e a dismettere l'intero ciclo di produzione integrale. Tale scenario ha inevitabilmente compromesso la capacità di autofinanziamento del sito, imponendo un cambio radicale di assetto per garantire la sostenibilità economica della procedura concorsuale.
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L'intervento sui quadri dirigenziali non si esaurisce tuttavia con il perimetro del personale a tempo indeterminato. Nella lettera inviata alle parti sociali, i commissari hanno infatti sottolineato che, nell'ambito del nuovo modello organizzativo, un processo di adeguamento interesserà prossimamente anche i dirigenti con contratto a tempo determinato, sebbene questi ultimi risultino formalmente esclusi dalla procedura di riduzione collettiva appena avviata. Il confronto tra l'azienda e le organizzazioni sindacali proseguirà ora secondo i termini stabiliti dalla normativa vigente, con l'obiettivo di gestire una fase tra le più critiche nella storia recente della grande siderurgia italiana.