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Virus di 48.500 anni tornano attivi: quali rischi comporta lo scioglimento dei ghiacci

Cosa succede quando virus antichi tornano attivi? Analisi scientifica sui rischi dello scioglimento dei ghiacci per la salute e il clima.

Paesaggio artico con ghiacci in fase di scioglimento
In breve
  • Ricercatori hanno riattivato 13 virus antichi in Siberia, uno dei quali risalente a 48.500 anni fa.
  • In Tibet sono stati identificati 1.705 gruppi virali in ghiacci vecchi di 41.000 anni.
  • L'epidemia di carbonchio del 2016 in Siberia ha causato la morte di 2.350 renne e una vittima umana, legata a molteplici fattori.
  • Il disgelo del permafrost contribuisce al riscaldamento globale rilasciando metano e anidride carbonica.

Il riscaldamento globale sta trasformando il permafrost e i ghiacciai in un archivio biologico. In Siberia, un team di ricerca ha riattivato in laboratorio tredici virus rimasti intrappolati nel ghiaccio per circa 48.500 anni. Parallelamente, studi condotti in Tibet hanno permesso di identificare oltre 1.700 gruppi virali in carote di ghiaccio risalenti a oltre 41.000 anni fa. Questi ritrovamenti, pur essendo di grande rilievo scientifico, non indicano l'imminenza di una minaccia pandemica.

La natura dei ritrovamenti

Gli esperimenti coordinati dal virologo Jean-Michel Claverie hanno dimostrato che alcune particelle virali, una volta riportate a temperature superiori allo zero, mantengono la capacità di infettare organismi unicellulari come le amebe. Tuttavia, non vi è alcuna prova che tali agenti possano colpire l'essere umano. Il salto di specie, ovvero il passaggio di un virus da un ospite antico a un uomo moderno, richiede condizioni biologiche complesse che al momento non risultano soddisfatte.

Il ruolo del permafrost e il caso del carbonchio

Il permafrost è un terreno che rimane congelato per almeno due anni consecutivi. Il suo scioglimento può liberare microrganismi, ma la presenza di materiale genetico non equivale alla vitalità o alla capacità infettiva. Un precedente significativo è l'epidemia di carbonchio avvenuta nel 2016 nella penisola di Yamal, in Siberia. Sebbene inizialmente associata allo scioglimento del suolo che avrebbe liberato spore di Bacillus anthracis, le analisi successive hanno evidenziato come il fenomeno sia stato causato da una combinazione di fattori, tra cui la sospensione delle vaccinazioni veterinarie e anomalie climatiche locali.

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Prospettive scientifiche e climatiche

Il dibattito si concentra ora sull'approccio One Health, che analizza l'interconnessione tra la salute umana, animale e ambientale. Il disgelo del permafrost, oltre a liberare potenziali microrganismi, accelera il rilascio di gas serra come metano e anidride carbonica, innescando un circolo vizioso climatico. La sorveglianza ambientale nelle aree interessate da attività umane, come miniere e infrastrutture, rimane la strategia principale per prevenire rischi, distinguendo tra la semplice presenza di materiale genetico e la reale infettività dei patogeni.

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