La mobilitazione degli autotrasportatori ha trasformato il Mezzogiorno in un collo di bottiglia per l'intero sistema logistico nazionale. In Sicilia i blocchi sono stati rimossi, mentre in Campania, Puglia e Calabria le strade restano chiuse e i disagi si allargano a Molise e Basilicata.
A Napoli il sindaco Gaetano Manfredi e il primo cittadino di Bari hanno denunciato una situazione insostenibile, chiedendo a Salvini di anticipare l'incontro previsto per il 27 ottobre. Le pompe di benzina sono a secco, i trasporti sanitari, la raccolta rifiuti e il servizio extraurbano sono sotto pressione, e anche navi e aliscafi nel golfo di Napoli rischiano di restare ferme.
Sul fronte aeroportuale la Sacal, gestore degli scali calabresi, ha rassicurato sul ripristino della regolarità, ma i supermercati della regione segnalano che gli ultimi rifornimenti risalgono a quattro‑sette giorni fa, con carenza marcata di prodotti freschi.
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L'agricoltura paga il prezzo più alto. Confagricoltura Basilicata avverte che ortaggi e frutta di stagione vengono distrutti, il latte resta fermo nelle stalle e intere partite rischiano di essere dirottate verso l'alimentazione animale, con perdite di reddito che potrebbero diventare irreversibili. L'associazione sottolinea anche il rischio che la concorrenza estera occupi gli spazi vuoti sugli scaffali.
In Abruzzo la paralisi ha fermato la produzione di Stellantis ad Atessa e minaccia il 60 per cento della produzione orticola nazionale concentrata nel Fucino. Il presidente di Confagricoltura Abruzzo, Fabrizio Lobene, ha chiesto misure straordinarie: sospensione delle accise sui carburanti, dei contributi agricoli e degli interessi passivi sui mutui.
Il ministro ha rinnovato l'invito a cessare i blocchi, prospettando un eventuale tetto al prezzo del diesel, ma la situazione resta complessa. Le forze dell'ordine incontrano le maggiori difficoltà nel Casertano, dove diversi camion presentano le ruote bucate: si tratta di autotrasportatori che vorrebbero lavorare, costretti a restare ai presidi dal nucleo più intransigente della protesta.