Il satellite PACE della NASA ha osservato che le acque equatoriali del Pacifico stanno assumendo un tono più blu rispetto allo scorso anno. Questo spostamento è dovuto a una drastica riduzione del fitoplancton, microscopici organismi che conferiscono al mare il suo colore verde.
L’evento è classificato come Super El Niño, la forma più intensa registrata dal 1950. Le temperature superficiali del Pacifico tropicale potrebbero salire fino a 3,8 °C sopra la media, con un’83 % di probabilità che l’episodio superi i livelli osservati negli ultimi decenni.
La diminuzione del fitoplancton è legata alla riduzione dei venti alisei, che impedisce l’upwelling di acque profonde ricche di nutrienti. Senza questi nutrienti, la crescita del fitoplancton si riduce, alterando l’equilibrio della catena alimentare marina e l’assorbimento di anidride carbonica.
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Le conseguenze previste sono ampie: dal rischio di siccità in America Latina e Africa orientale a inondazioni devastanti in Asia e nel Pacifico. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che l’evento potrebbe aggravare la scarsità d’acqua, i raccolti e le economie locali.
Le Nazioni Unite hanno lanciato un allarme, descrivendo il Super El Niño come una “forza distruttrice” che può portare a conflitti, sfollamenti e crisi alimentari. L’ONU invita i governi a investire nella prevenzione e nelle misure di adattamento prima che si verifichino danni irreparabili.
Il cambiamento cromatico, sebbene visivamente suggestivo, è un segnale di un ecosistema in crisi. La riduzione del fitoplancton compromette la base della catena alimentare marina, con effetti che si estendono fino alle balene e ai pesci di grandi dimensioni.
Gli scienziati monitorano la situazione con il satellite PACE, che fornisce dati in tempo reale sulla luce riflessa dalla superficie del mare. Queste osservazioni permettono di valutare l’impatto immediato del Super El Niño sul clima globale e sugli ecosistemi marini.
Per mitigare i danni, l’ONU consiglia di mobilitare risorse per la gestione delle emergenze, la sicurezza alimentare e la protezione delle comunità più vulnerabili. La cooperazione internazionale è cruciale per affrontare le sfide poste da questo fenomeno climatico senza precedenti.