La corsa notturna di Fabrizio Corona si è conclusa con un fermo in corso Sempione, a Milano, tra il 14 e il 15 ottobre. L'ex re dei paparazzi, 52 anni, ha ignorato l'alt di una pattuglia del Nucleo radiomobile proseguendo per circa 700 metri al volante di una Range Rover Velar. I controlli hanno accertato che l'uomo era privo di patente e che il veicolo gravava già sotto un provvedimento di fermo amministrativo. Ne è conseguita una denuncia a piede libero per guida senza patente e fuga pericolosa, mentre il suv è stato sequestrato.
La segnalazione di Stefano De Martino
L'intervento dei militari è scaturito dalla richiesta d'aiuto del conduttore Stefano De Martino, 37 anni. Secondo la ricostruzione del settimanale Oggi, confermata da fonti investigative, De Martino — fermo a un semaforo rosso in sella alla sua vespa — ha affiancato una gazzella in perlustrazione descrivendo un conducente spericolato che bruciava i semafori a forte velocità, con la netta sensazione di essere tallonato. I carabinieri si sono lanciati sulle tracce del suv, intercettandolo e bloccandolo poco dopo. Nei verbali ufficiali l'identità del motociclista non compare: si fa riferimento soltanto a un generico "motociclista" che ha segnalato la guida pericolosa.
La versione di Corona smentita dai fatti
L'episodio contraddice la narrazione diffusa nei giorni precedenti dallo stesso Corona sul proprio canale Telegram. L'ex fotografo aveva sostenuto di aver inseguito a folle velocità ipotetici aggressori — gli stessi che, a suo dire, lo avevano rapinato sotto casa il 10 ottobre per poi ripresentarsi davanti alla sua abitazione. Le ricostruzioni giornalistiche, in particolare quelle di Alberto Dandolo e confermate da Selvaggia Lucarelli, hanno invece identificato il mezzo a due ruote affiancato come la vespa del conduttore di Affari Tuoi. Sulle reali motivazioni che avrebbero spinto Corona a inseguire De Martino vige il massimo riserbo: nessuno dei due diretti interessati ha finora rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Il fronte giudiziario: la causa da 160 milioni
L'episodio milanese arriva a ridosso della prima udienza del processo civile intentato contro Corona da Mediaset, Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui. La controversia, dal valore complessivo di 160 milioni di euro, contesta una "campagna di odio" e diffamazione legata in particolare alla puntata del 26 gennaio del format "Falsissimo". L'udienza del 20 ottobre davanti alla giudice Stefania Novelli (prima sezione civile del Tribunale di Milano) ha dato ufficialmente il via alla fase dibattimentale. All'uscita dall'aula Corona aveva rivendicato la paternità delle proprie affermazioni, dichiarandosi privo di timore.
Le minacce ai legali avversari
Poche ore dopo l'udienza, sui social Corona ha alzato ulteriormente i toni rivelando un dettaglio sull'atto depositato dai legali della controparte: un documento consegnato a mano, definito "molto particolare", che a suo dire «pagheranno caro». Ha poi lanciato un avvertimento diretto: né ingenti richieste risarcitorie, né censura o intimidazioni basterebbero a zittirlo; l'unico modo per fermarlo, ha scritto, sarebbe eliminarlo fisicamente, altrimenti «sono cazzi amari». Parole che aggravano il quadro di tensione attorno alla vicenda processuale.
Prossimi appuntamenti pubblici
Nonostante le turbolenze giudiziarie, Corona prosegue l'attività teatrale. Il 13 novembre è in programma il debutto al PalaUbroker di Bassano del Grappa dello show "Per la verità – La grande truffa italiana tra politica, potere e spettacolo", organizzato da DuePunti Eventi. La tournée riprende il format di "Falsissimo" con contenuti inediti su politica, circoli di potere e sistema dell'informazione. Inoltre, Corona figura tra gli ospiti dell'edizione 2026 di Halloween – La Festa delle Streghe a Corinaldo, in calendario tra il 24 e il 31 ottobre.