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Denisova, la grotta dei misteri: spunta uno yak perduto da 400.000 anni

Nella grotta di Denisova in Siberia, l'analisi del DNA antico ha rivelato l'esistenza dello Yak X, un bovino preistorico estinto separatosi 400.000 anni fa.

Resti fossili nella grotta di Denisova in Siberia
In breve
  • Lo studio sullo Yak X è stato pubblicato il 5 ottobre 2026 su Current Biology.
  • La separazione genetica del bovino dagli yak moderni risale a circa 400.000 anni fa.
  • Sono stati analizzati 20 genomi antichi da frammenti ossei siberiani.
  • I campioni esaminati coprono un arco temporale compreso tra 250.000 e 27.000 anni fa.

Nella nota grotta di Denisova, situata tra i rilievi dell'Altai nella Siberia meridionale, un gruppo internazionale di ricercatori ha identificato i resti di un grande bovino preistorico finora sconosciuto, strettamente imparentato con gli yak attuali. La scoperta, illustrata in uno studio pubblicato il 5 ottobre 2026 sulla rivista Current Biology, è stata condotta anche grazie al contributo di studiosi del Centre for Palaeogenetics, nato dalla cooperazione tra l'Università di Stoccolma e il Museo Svedese di Storia Naturale. I reperti in questione consistevano in frammenti ossei talmente minuti e danneggiati da rendere impossibile il riconoscimento visivo della specie.

Per superare questo limite morfologico, il team scientifico ha estratto il materiale genetico da venti frammenti ossei differenti, quattordici dei quali rinvenuti proprio all'interno del celebre sito siberiano e sei provenienti da aree limitrofe. L'analisi ha permesso di decodificare venti genomi antichi relativi a esemplari vissuti in un arco temporale superiore a duecentomila anni. Il confronto genetico dettagliato ha evidenziato come la linea evolutiva di questo animale si sia distaccata da quella degli antenati degli yak odierni circa quattrocentomila anni fa, spingendo i ricercatori ad adottare la denominazione provvisoria di Yak X.

L'ecosistema in cui viveva questo grande mammifero era la steppa dei mammut, un vasto ambiente freddo caratterizzato durante il Pleistocene dalla presenza di fauna diversificata come mammut lanosi, rinoceronti lanosi, cavalli, uri e bisonti delle steppe, oltre a predatori quali orsi bruni e iene delle caverne. Gli studiosi ipotizzano che il bovino potesse rientrare tra le prede dei Denisoviani, i gruppi umani che frequentavano la regione, sebbene non vi siano prove dirette di un'attività di caccia mirata nei suoi confronti.

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I dati genetici raccolti offrono inoltre elementi preziosi sui mutamenti climatici del passato. I campioni esaminati coprono un periodo che va da circa 250.000 fino a 27.000 anni fa. Le analisi indicano che la popolazione dello Yak X ha affrontato una fase di contrazione numerica e variazioni genetiche in corrispondenza dell'ultimo periodo interglaciale, fase caratterizzata da un innalzamento delle temperature tra 130.000 e 115.000 anni fa che potrebbe aver penalizzato un animale rigidamente adattato ai climi freddi, pur rimanendo da chiarire la data e le dinamiche esatte della sua estinzione definitiva.

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