Antonio De Simone, noto archeologo e docente universitario, è scomparso a 78 anni. Originario di Sant’Anastasia, la sua carriera lo ha portato a diventare una figura di riferimento per gli studi sull’antichità romana e sul patrimonio vesuviano.
Allievo di Alfonso de Franciscis, storico soprintendente di Napoli, De Simone ha formato generazioni di archeologi. All’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa ha insegnato con passione, pubblicando numerosi articoli scientifici e collaborando con istituzioni internazionali.
Tra i suoi contributi più significativi spicca il rilancio delle ricerche nella Villa Augustea di Somma Vesuviana. Dal 2002, grazie a una partnership con l’Università di Tokyo, ha guidato gli scavi che hanno riportato alla luce un complesso archeologico di straordinaria importanza, trasformandolo in un punto di incontro tra ricerca internazionale e comunità locale.
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La sua influenza si è fatta sentire anche nella divulgazione. Alberto Angela, che lo ha incontrato per la prima volta nel 1994 durante un servizio su SuperQuark dedicato a Pompei, ha ricordato la sua amicizia e la capacità di unire ricerca e passione, citando l’archeologo come fonte di ispirazione per la sua carriera.
La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli ha espresso cordoglio, sottolineando l’importanza della dedizione di De Simone alla ricerca, alla continuità degli studi e alla condivisione delle scoperte, contribuendo a far conoscere più profondamente la storia del territorio.
La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità accademica e nella ricerca sul Vesuvio, ma il suo lascito scientifico e pedagogico continuerà a guidare le future generazioni di studiosi.
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