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Lucio Corsi: “Non ho fretta, non scrivo per farmi vedere a tutti i costi. Sono coerente artisticamente come mia nonna che fa i tortelli dal '59”

Lucio Corsi annuncia il tour nei palazzetti e parla del nuovo disco, della solitudine e della coerenza artistica dopo il successo a Sanremo 2025.

Lucio Corsi durante una sessione in studio
In breve
  • Il tour di Lucio Corsi farà tappa a Firenze il 27 novembre, Roma il 5 dicembre e Milano l'11 dicembre.
  • L'artista ha ottenuto il secondo posto a Sanremo 2025 e il quinto all'Eurovision Song Contest 2025.
  • Il nuovo singolo Napoleone Buonanotte anticipa il prossimo album in fase di scrittura.

Lucio Corsi si prepara a un tour nei palazzetti che toccherà Firenze il 27 novembre, Roma il 5 dicembre e Milano l'11 dicembre. Per questa serie di concerti, l'artista sarà affiancato da una formazione orchestrale composta da 14-16 elementi. Il cantautore arriva a questo appuntamento dopo il secondo posto al Festival di Sanremo 2025 con il brano Volevo essere un duro, insignito del Premio della Critica "Mia Martini", e il quinto posto all'Eurovision Song Contest 2025.

La ricerca di una coerenza artistica

Attualmente impegnato nella scrittura del prossimo disco, Corsi sottolinea l'importanza di non cedere alla fretta mediatica: "Non scrivo per farmi vedere a tutti i costi. Sono coerente artisticamente come mia nonna che fa i tortelli dal '59".

Il singolo Napoleone Buonanotte, che anticiperà l'album, viene descritto dall'artista come una canzone narrativa che esplora il distacco dalla propria zona di sicurezza. "È un viaggio alla scoperta del mondo, preso dal gasamento e dalla gioia di un innamoramento, per poi arrivare alla presa di coscienza della propria disillusione", spiega Corsi. La figura di Napoleone, con le sue grandi imprese e i suoi esili, funge da metafora per raccontare una vicenda sentimentale quotidiana.

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Il valore della solitudine

Il cantautore offre inoltre una riflessione sulla solitudine, spesso percepita negativamente: "Si tende a vedere sempre negativamente la solitudine, come il silenzio, come il non farsi vedere. Sono cose preziose: bisogna farci i conti e saperle gestire, sennò uno impazzisce". Per Corsi, la canzone stessa diventa un inno al crogiolarsi nella propria solitudine, intesa come spazio di gioia e consapevolezza.

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