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Iran, il conflitto minaccia il patrimonio storico: danni a Isfahan e 149 siti culturali

Il conflitto in Iran danneggia 149 monumenti storici, inclusi i palazzi di Isfahan. A rischio anche l'artigianato tradizionale e le comunità locali.

Veduta storica di Isfahan e dei suoi monumenti
In breve
  • A marzo, raid aerei hanno danneggiato il Palazzo Chehel Sotoun e il Palazzo Ali Qapu a Isfahan.
  • Il Ministero del Patrimonio Culturale ha censito 149 monumenti storici colpiti in 18 province iraniane.
  • Il settore dell'artigianato, inclusi tappeti e lavorazione dei metalli, soffre il calo di visitatori e le difficoltà legate al conflitto.

Il conflitto che sta interessando l'Iran ha assunto una dimensione drammatica per la conservazione del patrimonio culturale nazionale. A Isfahan, città simbolo della storia persiana situata a circa 420 chilometri a sud di Teheran, le operazioni militari hanno causato danni significativi a monumenti di inestimabile valore. Tra le strutture colpite dagli attacchi aerei dello scorso marzo figurano il Palazzo Chehel Sotoun e il Palazzo Ali Qapu, risalenti al XVII secolo, oltre ad alcuni edifici situati nei pressi della celebre piazza Naqsh-e Jahan, cuore pulsante della vita cittadina da oltre quattro secoli.

La portata della distruzione non si limita al centro urbano di Isfahan. Secondo i dati diffusi a settembre dal Ministero del Patrimonio Culturale, del Turismo e dell'Artigianato, il conflitto ha interessato complessivamente 149 monumenti storici distribuiti in 18 diverse province iraniane. Mentre gli specialisti del restauro sono impegnati nel tentativo di recuperare i frammenti architettonici e mettere in sicurezza le strutture danneggiate, cresce la preoccupazione per la tenuta del tessuto sociale che sostiene queste eredità.

Oltre al danno materiale, il ricercatore e regista Babak Mehrdadnia evidenzia come la guerra stia minacciando le comunità di artigiani che, con il loro lavoro quotidiano, mantengono vive tradizioni secolari come la tessitura dei tappeti, l'incisione dei metalli nota come qalamzani e l'arte dello smalto minakari. La crisi, aggravata dall'instabilità bellica, ha provocato una drastica riduzione del numero di visitatori, rendendo sempre più difficile per le nuove generazioni apprendere tecniche che richiedono anni di dedizione.

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Il rischio, secondo gli osservatori, è che la scomparsa di queste figure professionali possa rendere impossibile la trasmissione di un sapere tramandato per secoli. Se un palazzo può essere ricostruito attraverso documenti e materiali d'archivio, la perdita di una comunità di artigiani e delle loro abitudini quotidiane rappresenta una ferita più profonda e difficilmente sanabile per l'identità culturale del Paese.

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