Il 29 ottobre 2026 la governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha promulgato una norma che vieta ai minori l'uso di chatbot basati sull'intelligenza artificiale. La legge, che si applica alla maggior parte dei sistemi generativi presenti sul mercato, obbliga i fornitori a verificare l'età degli utenti e a impedire che l'interfaccia IA presenti caratteristiche che possano far credere di essere umana, vivente o in grado di provare sentimenti.
L'organizzazione Tech:NYC ha espresso preoccupazioni sul linguaggio vago della norma, sostenendo che potrebbe violare il Primo Emendamento della Costituzione USA, che tutela la libertà di espressione.
Secondo la normativa, i chatbot non possono generare contenuti che suggeriscano di essere “umani, viventi o capaci di provare emozioni”. Inoltre, non devono presentare le interazioni con i minori come relazioni personali o professionali, né assumere il ruolo di punto di riferimento.
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Tech:NYC avverte che la legge potrebbe limitare l'accesso a servizi di tutoraggio, supporto nello svolgimento dei compiti, assistenza alla programmazione e piattaforme per lo sviluppo professionale dei minori. Inoltre, la norma potrebbe aumentare i rischi legati allo sfruttamento dei dati personali dei giovani.
Le reazioni al provvedimento sono contrastanti. I sostenitori della legge sottolineano la necessità di proteggere i minori da contenuti inappropriati e potenziali abusi, mentre i rappresentanti del settore tecnologico temono una limitazione eccessiva delle opportunità educative e professionali offerte dalle piattaforme AI.