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Leonardo Maria Del Vecchio respinge l’offerta di 30 miliardi per Delfin: il patrimonio familiare resta in Italia

Il fondatore di Luxottica difende la holding familiare contro la proposta di Michal Strnad, sostenendo che il patrimonio italiano non può essere ceduto…

Leonardo Maria Del Vecchio in discussione sull'offerta per Delfin
In breve
  • 1. Michal Strnad ha offerto 30 miliardi per la holding Delfin, valida per 30 giorni.
  • 2. Delfin detiene quote in EssilorLuxottica, Generali, MPS, Unicredit e Covivio, con dividendi > 1 miliardo di euro.
  • 3. Leonardo Maria Del Vecchio respinge l’offerta, affermando che il patrimonio di suo padre deve rimanere in Italia.
  • 4. La proposta solleva preoccupazioni sul controllo di asset strategici italiani da parte di investitori stranieri.

Il 20 ottobre è arrivata una lettera di cinque pagine firmata da Michal Strnad, capo del Czechoslovak Group, che proponeva di acquistare la holding Delfin per 30 miliardi di euro. Delfin, la cassaforte degli eredi del fondatore di Luxottica, detiene quote strategiche in aziende come EssilorLuxottica, Assicurazioni Generali, Monte dei Paschi di Siena, Unicredit e Covivio.

Leonardo Maria Del Vecchio, quartogenito del fondatore di Luxottica, ha risposto con un forte rifiuto. In una nota, ha sottolineato che il lavoro di una vita di suo padre deve restare un patrimonio dell’Italia, citando EssilorLuxottica come “il vero campione italiano” e definendola più di un semplice asset.

La proposta di Strnad, che avrebbe pagato 30 miliardi su un NAV stimato di 40 miliardi, scontato del 30%, era valida per trenta giorni e mirava a controllare la totalità della holding, ma si sarebbe accontentato del 62,5% con il controllo gestionale. L’offerta è stata presentata a Romolo Basilico, amministratore di Delfin, e ha sollevato preoccupazioni sul futuro delle partecipazioni strategiche italiane.

Delfin è di proprietà dei sei figli di Leonardo Del Vecchio, dell’ex moglie Nicoletta Zampillo e del figlio di lei Rocco Basilico. Le quote includono il 32,4% di EssilorLuxottica, il 10% di Assicurazioni Generali, il 17,6% di Monte dei Paschi di Siena, il 2,7% di Unicredit e il 28% di Covivio. Il portafoglio garantisce un flusso annuale di dividendi superiore a un miliardo di euro, toccando asset di interesse nazionale.

Leonardo Maria Del Vecchio ha affermato che “EssilorLuxottica non è soltanto un’azienda”, ma la prova di cosa diventa il Made in Italy quando talento, lavoro e visione si uniscono. Ha inoltre richiesto che la provenienza e la struttura dei fondi fossero chiare, verificabili e sottoposte al pieno vaglio delle autorità competenti.

La proposta di Strnad, se accettata, avrebbe portato Delfin fuori dal perimetro italiano, indebolendo il peso specifico industriale e finanziario del Paese. Leonardo Maria Del Vecchio ha dichiarato di continuare a lottare per la holding con il supporto degli altri soci, nel rispetto di tutti e con la determinazione di sempre.

Il caso evidenzia la tensione tra interessi familiari, strategici e nazionali. Delfin, con le sue partecipazioni in asset strategici, rappresenta un punto di riferimento per la stabilità e la trasparenza del sistema finanziario italiano. La risposta di Leonardo Maria Del Vecchio sottolinea l’importanza di mantenere il patrimonio familiare in mani italiane, evitando una possibile perdita di controllo su asset di interesse nazionale.

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