Il mondo dell'informazione si muove su un doppio binario, tra vicende personali e manovre di mercato che interessano direttamente Antonio Padellaro e la sua testata. Da un lato emerge la dimensione intima legata alla perdita della compagna di una vita, dall'altro la mossa finanziaria che vede la società d'investimento guidata da Leonardo Maria Del Vecchio puntare alla presa di controllo della casa editrice.
L'iniziativa di Lmdv Media si è mossa attraverso l'autorizzazione a una due diligence su Seif, la società editrice del Fatto Quotidiano, in vista di un'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria finalizzata al delisting. L'operazione ipotizzava un prezzo di 0,286 euro per ciascuna azione, per un controvalore complessivo di oltre sette milioni di euro, includendo un premio rispetto ai valori di borsa precedenti. L'intento dichiarato dalla società acquirente era integrare il know-how tecnologico e digitale della pubblicazione all'interno di un polo editoriale più ampio.
La risposta degli azionisti di maggioranza non si è fatta attendere. Attraverso una nota ufficiale, i soci fondatori — tra cui Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d'Aprile — hanno chiuso la porta a qualsiasi trattativa, manifestando l'intenzione di non cedere le proprie quote e di non aderire a una eventuale offerta, preservando così l'autonomia del giornale.
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Questa mossa si inserisce in un quadro di fermento per il settore mediale, caratterizzato da recenti operazioni che vedono l'imprenditore attivo nel riassetto di diverse testate nazionali. La scalata avanzata avrebbe richiesto il raggiungimento di una soglia elevata di adesioni sul capitale votante, ma la compattezza del gruppo di controllo ha congelato i piani di espansione nel perimetro del quotidiano.
In parallelo alle vicende finanziarie, il piano umano vede in primo piano la riflessione del giornalista sulla scomparsa della moglie Paola, un legame durato sessant'anni caratterizzato da un supporto costante anche nelle scelte professionali del passato, che lascia spazio a un periodo di profonda solitudine.